E’ rischioso investire sul Giappone?
Puo’ avere senso investire sul Giappone in questo momento?
Con tutti i danni che ha fatto il terremoto, le relative ripercussioni
per l’economia nipponica e le conseguenze del problema nucleare, non
e’ forse rischioso?
Domande che sicuramente si saranno fatti in molti. Il Giappone presenta
caratteri di sicura rischiosità.
Ma concretamente, quanto e’ rischioso il Giappone?
A mio avviso, non piu’ rischioso degli altri mercati, soprattutto dopo
la recente correzione.
La cosa puo’ essere “brutale”, ma ecco come Wall Street e il mondo
della Borsa reagiscono ai disastri.
Qualche settimana dopo lo Tsunami dell’Indonesia, la Borsa del paese
aveva recuperato rapidamente le perdite ed andava a fare nuovi massimi.
E parliamo di un disastro che uccise 230.000 persone circa.
Per contro, il fallimento della Lehman comporto’, a livello finanziario,
una perdita molto maggiore, con panico che si diffuse in tutto il mondo.
Detto in altri termini, il fallimento di una grande banca d’affari colpì durissimo
le Borse, ma i disastri naturali, fintanto che non danneggiano in modo irreparabile
l’economia di un paese, vengono presto riassorbiti dai mercati.
Ed anche con il pericolo nucleare, nel peggiore delle ipotesi il rischio sara’
quello che una parte importante del paese sara’ contaminata ed inabitabile.
Ma nel resto del Giappone le cose andranno avanti e le aziende
giapponesi continueranno a fare affari, considerando anche che quelle di
maggiori dimensioni hanno comunque diverse “operations” fuori del paese.
Ma al di là delle speculazioni, la cosa migliore e’ sicuramente quella di
guardare al mercato.
L’indice giapponese ha subito un fortissimo storno subito dopo la
catastrofe, pari a circa il 20% del suo valore. Ma dopo questa ovvia
discesa, il “rebound” e’ stato ugualmente molto forte, con un rimbalzo
pari al 16%. La discesa ha generato un forte livello di ipervenduto da
cui ora siamo appena usciti.
A livello fondamentale il Giappone resta uno degli investimenti piu’ interessanti.
|
P/E
|
P/Book
|
P/Vendite
|
|
| Giappone (TOPIX Index) |
15,08
|
1,03
|
0,52
|
| NASDAQ |
27,48
|
2,77
|
1,85
|
| % di guadagno per raggiungere valutazioni USA |
82%
|
169%
|
256%
|
La tabella ci dice che, dal punto di vista fondamentale, l’indice giapponese
dovrebbe crescere tra l’82% e il 256% per raggiungere le valutazioni del Nasdaq.
Ora, l’indice tecnologico americano sicuramente avra’ prospettive di crescita degli utili migliori
dell’indice giapponese, quindi e’ pienamente giustificato il fatto che quest’ultimo abbia valutazioni
un po’ piu’ basse. Ma una crescita tra il 50% e il 100% solo per avvicinare le valutazioni
potrebbe non essere improbabile
Come sappiamo, la crisi del 2009 colpi’ duro tutti i mercati, Giappone compreso. Da quel
livello, tutto il mondo rimbalzo’ in modo piuttosto robusto. Gli USA hanno fatto quasi il
100% dai livelli minimi.
Anche il Giappone rimbalzo’ bene, ma la recente catastrofe ha fatto si’ che il mercato
si rimangiasse gran parte dei guadagni. Attualmente, l’indice e’ solo di un 36% sopra i
minimi del 2009, contro, dicevo, un quasi +100% circa degli USA e anche dell’Europa.
Infine, se quanto ho detto non e’ convincente, ecco le parole recentemente pronunciate
da uno che qualcosa di mercati capisce, Warren Buffett:
“Servira’ tempo per ricostruire, ma questo non cambiera’ il futuro economico
del Giappone. Di tanto in tanto si verificano eventi straordinari e non prevedibili
che generano vere e concrete opportunita’ di acquisto. Ho visto questo succedere
diverse volte negli USA, l’ho visto succedere diverse volte in giro per il mondo. Non
credo che il Giappone sara’ un’eccezione…”
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