E’ possibile che un trader faccia crollare i mercati? – EF Report 228

La notizia della scorsa settimana e ancora di straordinaria
attualità è che un trader di circa trent’anni di Societè Generale
ha perso grosse somme scommettendo con strumenti derivati
sugli indici europei.

Le perdite sono di circa 5 miliardi di euro a fronte di un’esposizione
complessiva di circa 50 miliardi di euro.

Scoperte le perdite, lunedì scorso le posizioni sono state liquidate,
così che i mercati si sono trovati ordini di vendita per un controvalore
di circa 50 miliardi e questo ha contribuito in modo decisivo a generare
i fortissimi cali degli indici europei sette giorni fa.

E’ possibile questo?

Difficile da dire. Per quelle che sono le mie conoscenze del mondo
bancario, mi risulta che i trader, seppur autonomi, una volta immessi
gli ordini questi debbano essere autorizzati da “chi conta” prima di
finire effettivamente sul mercato. E comunque, quasi quotidianamente
viene registrata la contabilità anche sui derivati.

Come sia stato possibile accumulare queste posizioni senza
autorizzazione, proprio non lo so. Ma forse è andata proprio così
(in fondo ogni banca avrà le sue procedure).

Se fosse andata veramente così, è possibile che queste operazioni
abbiano generato il crollo dei mercati di lunedì scorso?

Beh, un controvalore di 50 miliardi è un controvalore di 50
miliardi. Sicuramente questa liquidazione ha avuto un certo peso.

In definitiva, quindi, sì, questa grossa liquidazione può avere
avuto un grosso peso nel determinare il crollo dei mercati.

La morale per noi investitori.

Per noi comuni investitori, episodi come questo vanno valutati,
ma non debbono distrarci dalla sostanza.

I mercati internazionali, compresi quelli europei, avevano
imboccato un trend ribassista già da qualche mese, quindi molto
prima dell’episodio dello scorso lunedì.

Se seguite questo blog e se magari siete iscritti al
nostro servizio premium, sapete che la mia idea è che i mercati
avevano imboccato il trend discendente quando, dopo aver fallito
nel fare nuovi massimi, avevano rotto i minimi di novembre.

Il dato di fatto è sostanzialmente questo e questo è ciò che deve
interessarci.

Il resto è contorno. Va seguito ed analizzato. Può rendere il ribasso
più o meno rapido, ma non cambia la sostanza.

Questo episodio forse porterà ad una maggiore attenzione sui
mercati. Questo, che per molti è visto come segno positivo, è
a mio avviso negativo. Non mi risulta che le aree e i settori
maggiormente sottoposte a regolamentazione e controllo siano
particolarmente efficienti.

Un’altra conseguenza di episodi come questi è che le banche
centrali potrebbero intervenire ripetutamente per gestire le
situazioni di crisi. Il che significa nuove espansioni monetarie.

E questo è positivo per i nostri investimenti auriferi, che ormai
sto suggerendo da molto tempo.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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