Da dove può arrivare la minaccia per il sistema finanziario. - EF Report 155

Posted on Luglio 17, 2007 
Filed Under Investire intelligentemente, Bolle speculative, Economia globale, Crisi Subprime, Psicologia del Mercato, Tassi e Obbligazioni, Mercati Emergenti, Banche Centrali, Mercati Azionari

In un recente meeting privato e non aperto al pubblico (di cui
sono pubblici solo alcuni estratti grazie ad alcuni editori che
avevano accordi speciali con gli organizzatori del meeting),
l’ex “capo” della FED Alan Greespan ha rilasciato importanti
dichiarazioni sull’attuale sistema finanziario e ha ripassato anche
un po’ della sua storia.

In primo luogo, Greenspan ha fatto presente come due grandi
crisi della sua era, quella del 1987 e quella del 2001, fossero
del tutto improvvise e non previste. C’erano le condizioni per una crisi,
ma le modalità con cui si presentarono furono completamente
inaspettate e lo costrinsero a misure estreme (imponenti iniezioni
di liquidità). Questa è un’importante lezione per noi investitori:
se persino chi aveva le chiavi del sistema finanziario e poteva
determinarne la direzione non fu in grado di prevedere
dettagliatamente i momenti di crollo, è difficile che possiamo
farlo noi. Si possono analizzare le condizioni preesistenti, si può dire
come logicamente dovrebbero comportarsi le borse, ma anticipare
costantemente i movimenti è praticamente impossibile. Per questo,
continuo a pensare che un sistema che prevede delle stop-loss
automatiche sia il miglior modo per tutelarsi da crolli improvvisi.

Il secondo aspetto che Greenspan ha toccato riguarda i pericoli
dell’attuale sistema finanziario. In particolare, Greenspan rileva che
i tassi di interesse sono storicamente bassi. Soprattutto nei paesi
emergenti, essi non sono mai stati così bassi. L’ex governatore della
FED ritiene che siamo entrate in una fase in cui i tassi torneranno a
salire e questo potrebbe avere pesanti ripercussioni sul sistema finanziario.

Tre Aree Pericolose

Personalmente ritengo che Greenspan abbia ragione,
anche se non si deve dimenticare che l’attuale sistema finanziario
è in gran parte un prodotto della sua politica monetaria.

Vedo tre aree in cui potrebbe svilupparsi un rischio sistemico e tutte e tre
le aree hanno a che fare con l’eccezionale livello di bassi tassi di
interesse a cui siamo arrivati.

Immobiliare americano e internazionale: i bassi tassi di interesse
hanno generato una bolla immobiliare mondiale. Le cronache riportano
i rischi sull’immobiliare USA e fanno bene a farlo, ma esistono altre
aree a mio avviso molto più a rischio. Solo in Europa,
ad esempio, UK, Irlanda e soprattutto Spagna hanno visto un
“bull-market” immobiliare molto più sostenuto e in alcuni casi persino
più rischioso di quello USA. Questa crescita delle quotazioni
immobiliari, poi, ha favorito lo sviluppo di un collegato mercato dei
derivati e dell’emissione di prestiti con i mutui immobiliari come garanzia.
Ma non tutti i mutui saranno pagati; la garanzia quindi non sarà così solida.

Private Equity: il basso costo del denaro ha favorito enormemente
processi di impiego di capitale di rischio anche in iniziative imprenditoriali
con prospettive di profitto piuttosto scarse (”malinvestment”). Venendo
meno il basso costo del denaro, alcune delle operazioni di private equity
dovranno essere liquidate, con conseguente distruzione di risorse finanziarie.

Cina: i bassi tassi hanno fatto lievitare l’indebitamento dei privati. Quando
esso non è stato destinato agli acquisti immobiliari, è finito in beni e servizi
provenienti dalla Cina. Ciò ha favorito l’espansione del gigante asiatico
che ora fa gola a tutti gli investitori. Questo, insieme alla grossa
espansione monetaria cinese ha generato una bolla rischiosa. Una bolla,
si badi bene, che può continuare ancora per molto tempo. Ma i rischi
sono molti.

Queste tre aree andranno attentamente monitorate negli anni futuri,
perché da essi potrebbero derivare importanti segnali sul futuro
del sistema finanziario.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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