Critiche alla Lettera degli Economisti
Negli ultimi giorni circola la famosa “Lettera degli
Economisti”, una lettera sottoscritta da 100 economisti
e professori universitari italiani dove si indicano i
rischi che le manovre restrittive per fronteggiare i
deficit intraprese in questo periodo possano portare
per il futuro. Nella stessa, si indicano anche alcune
soluzioni proposte. Questa lettera ha avuto diversa
diffusione su internet e di essa si e’ anche parlato
in alcuni programmi TV e sulla stampa, ottenendo una
certa attenzione mediatica.
La lettera ha una tipica impostazione keynesiana, se non,
in certi passaggi, addirittura moderatamente marxista e a
mio avviso non comprende affatto le cause della crisi ed
e’ assolutamente errata dal punto di vista delle soluzioni.
Molti hanno gia’ portato una critica alla stessa, quindi non
ritengo necessario analizzarla punto per punto. Tuttavia,
ritengo utile segnalare alcune critiche effettuate, critiche
che invito a leggere.
La lettera originale e’ la seguente:
http://www.letteradeglieconomisti.it/
Questa è una prima critica portata da Marco Bollettino:
La critica si concentra su alcuni punti, confutando gli stessi
e indicando come le soluzioni siano errate.
Altra critica sia punto per punto che generale la troviamo sempre
su Usemlab:
e ancora:
Infine, questa è invece una critica molto breve ma che nella sua immediatezza coglie
l’errore di fondo dei 100 economisti. Il pezzo e’ di Andrea Mingardi e riportata
anche su Il sole 24 Ore:
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9345
Buona lettura.
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Mi spiace dirle che la lettera di cui si parla, scritta 1 anno fa, è oggi la fotografia spiaccicata della realtà.
La stessa cosa non si può certi dire delle livorose (nessun rapporto ma alcuni discorsi mi ricordano le modalità con cui i fascisti rispondevano ai loro avversari: ingiuriandoli) risposte lette nei blog segnalati.
Ma non preoccupatevi: in parlamento sono tutti dalla vostra parte. Anche se gli italiani -di destra e di sinistra- sembrano non credere più alle favole che i liberisti-anti-liberali raccontano e ben l’hanno dimostrato con i referendum.
Alla prossima.
Gentile Andrea, le critiche sono economiche e di taglio economico. Fascisti, Parlamento, Destra, Sinistra sono termini che in questo blog non si sono mai usati, ne interessano, dato che si tratta non di politica ma di economia e finanza.
Dal punto di vista economico la lettera era e resta ampiamente criticabile poichè piena di luoghi comuni e di soluzioni senza senso. Solo per citarne una, cosa significa: “l’Europa intraprenda un autonomo sentiero di sviluppo delle forze produttive, di crescita del benessere, di salvaguardia dell’ambiente e del territorio, di equità sociale.?
In termini concreti, cosa vuol dire?
Oppure “introdurre immediatamente un argine alla speculazione” oppure “I principali Paesi in avanzo commerciale hanno una enorme responsabilità” Che dovrebbero fare, smettere di vendere i prodotti o obbligare i propri cittadini a comprare FIAT anziché BMW?
Aggiungo anche che non si è affatto verificato quanto dicevano gli economisti. Quello che si è verificato è una crisi dei debiti sovrani di paesi in forte deficit fiscale.
E gli economisti proponevano: “Esso deve fondarsi in primo luogo sulla produzione pubblica di beni collettivi, dal finanziamento delle infrastrutture pubbliche”.
Che va bene, ma sono cose che avrebbero peggiorato ulteriormente il deficit.