Cosa sta minando il ceto medio - EF Report 102

Posted on Ottobre 27, 2006 
Filed Under Inflazione, Banche Centrali

Con la nuova legge finanziaria in dirittura d’arrivo, sono all’ordine
del giorno gli annunci che questo governo, questa maggioranza
(maggioranza?) vada contro il ceto medio, contribuento a
distruggerlo.

E’ vero o si tratta escluivamente di slogan politici?

Passiamo brevemente in rassegna alcuni aspetti: per aprire una
patita IVA sembra sarà necessario attendere un’autorizzazione
(e potrebbere essere chiesta una fidejussione), i conti bancari di
professionisti ed imprenditori saranno costantemente monitorati,
il fisco sicuramente diventa più aspro con chi possiede
redditi medio alti.

Di sicuro non si tratta di un governo favorevole al ceto medio.

E il governo precedente? Difficile dire che il ceto medio abbia
guadagnato qualcosa con il governo precedente. Al contrario del
facile populismo, piccoli imprenditori, piccoli professionisti e anche
dipendenti con stipendi un tempo ritenuti ottimi hanno faticato molto.

Lo stesso con il primo governo dell’Ulivo e con quello prima
ancora.

Il problema, non è questo goveno e questa finanziaria.

O meglio, non sono solo loro.

Se vuoi capire quello che sta distruggendo la classe media
devi comprendere il vero problema.

Ed il vero problema è la moneta.

Andiamo con ordine nelle spiegazioni.

Attualmente, devi comprendere che per chiunque è illegale stampare
banconote. Sarebbe un reato, punto dalla legge.

Per tutti tranne che per un soggetto: la Banca Centrale.

La Banca Centrale può stampare tutta la moneta che vuole. Senza
alcun problema.

Se la Banca Centrale domani volesse ritirare metà delle banconote
in circolazione, potrebbe farlo. E, soprattutto, se domani volesse
raddoppiare o triplicare la moneta in circolazione potrebbe farlo.

Ormai da qualche decennio, la massa monetaria della FED cresce a
ritmi medi vicini al 7-8%. Gli stessi ritmi sono stati mantenuti dalla
BCE ora e dalle singole banche centrali nazionali europee prima
(con un po’ più di rigore da parte della banca tedesca).

Ora chiunque può comprendere che l’incremento annuo del
volume di beni e servizi non può essere così alto.

Le statistiche dicono che in Italia la crescita del PIL (e quindi
dei beni e servizi) è intorno all’1%.

Un po’ più alta la media europea. Ancora più alta quella americana.

Ma siamo ovunque lontani dall’8% ad eccezione della Cina e da pochi
altri paesi emergenti. dove peraltro la massa monetaria cresce anche
di più rispetto ad USA ed Europa.

Ora, queste statistiche sono elaborate in base a convenzioni e
sono poco adatte a darci la vera idea di quanto aumenta la disponibilità
di beni e servizi. Tra l’altro questi livelli di crescita sono inscindibili da
valutazioni soggettive.

In ogni caso, pensare che ognuno possa avere a disposizione ogni
anno il 7-8% in più rispetto all’anno precedente è pura utopia.

A questo punto dovresti renderti conto di quanto sia facile la matematica.

Se i beni e servizi crescono meno della massa monetaria, è ovvio che
ogni anno dollaro, euro e tutte le monete cartacee possono comprare
di meno ogni anno.

Compreso questo, è il momento di fare un passo avanti e capire
come avviene il meccanismo di trasmissione della moneta nel sistema.

Generalmente la banca centrale compra titoli sul mercato finanziario
(per lo più titoli di stato), accreditando l’importo dell’acquisto sul
conto del venditore.

In questo preciso istante, la banca centrale non ha fatto altro che
creare nuova moneta. Dal nulla. A questo punto, c’è un altro fenomeno
che contribuisce a “moltiplicare” la moneta emessa originariamente
dalla banca centrale.

Questo fenomeno è la “riserva frazionale bancaria”. Comunque, per
oggi non è il caso di approfondire questo aspetto per evitare di mettere
troppa “carne al fuoco”.

Ma sappiate che si tratta di un meccanismo importantissimo. Ritornando
a noi, cosa succede ora che c’è più moneta in circolazione? La risposta è
semplice.

I primi che avranno a disposizione il nuovo denaro, potranno comprare
beni e servizi ai prezzi precedenti. La nuova moneta non è ancora
completamente stata assorbita dal sistema economico. Tuttavia, quando
questa nuova moneta sarà passata di mano diverse volte, il sistema
economico l’avrà “metabolizzata”.

I primi a detenere moneta infatti domandano determinati beni o
servizi. Poiché i produttori non possono modificare nel brevissimo
termine la struttura dell’offerta, la prima reazione sarà un aumento dei
prezzi dei loro prodotti.

Ad esempio, la banca centrale acquista titoli di stato di nuova emissione.

Lo stato usa questa nuova moneta emessa per costruire una strada.
La domanda del servizio di costruzione stradale aumenta e con
essa il prezzo. Anche la domanda e i prezzi degli altri beni e servizi
impiegati nella costruzione aumentano. Cemento, attrezzature
industriali, servizi di ingegneria. Poiché questi beni e servizi sono
impiegati anche in altri settori (edilizia, ingegneria civile, ecc…),
anche i prezzi di questi altri prodotti aumentano.

Chiunque può esercitarsi a fare diverse ipotesi su vari settori e
sui successivi meccanismi di trasmissione, ma la lezione è semplice:

“Nel tempo, i prezzi di un gran numero di beni e servizi
aumentano (non necessariamente tutti). Gli ultimi a ricevere
la nuova moneta avranno anche essi aumentato i loro prezzi
(ad esempio aumento dei salari), ma in termini reali
potranno comprare sempre i medesimi beni e servizi. Ma
mentre i primi prenditori della moneta possono godere
per un tempo limitato di maggior denaro e prezzi invariati,
gli ultimi prenditori non godranno mai di questo beneficio.
Anzi, poiché gli ultimi impiegano un po’ di tempo
per poter aumentare i loro prezzi, è probabile che per un
certo periodo avranno entrate stabili con cui acquistare
prodotti con prezzi rialzati”.

Ora è molto facile sostituire i protagonisti di questa storia. Il primo
prenditore del nuovo denaro è quasi sempre lo Stato. Gli ultimi sono
quasi sempre i lavoratori.

Attenzione, non ho detto i lavoratori dipendenti, ma i lavoratori
in generale, compresi anche piccoli imprenditori e commercianti.

Minore potere contrattuale per aumentare il proprio prezzo
ha un soggetto e maggiore sarà le difficoltà a cui andrà incontro
nel tempo a causa di questo processo.

CONCLUSIONI:

Non è questo governo a danneggiare il ceto medio. E’ il governo
in generale, tutti i governi, in altre parole lo Stato, insieme alle
banche centrali, che mettono continuamente sotto pressione
il ceto medio-basso.

C’è rimedio? Certo.

Un sistema monetario con moneta garantita da un bene reale.
Storicamente questa garanzia è stata costituita dall’oro. Ma oggi
le banche centrali hanno rimosso questo vincolo. Il “Gold Standard”
sarebbe un vero paradiso. Ma il prezzo da pagare per tornare
indietro dopo anni di espansione monetaria sarebbe una crisi
economica immediata e uno “sgonfiamento” dei prezzi di azioni,
bond ed immobili.

Tutti vogliono andare in paradiso. Ma pochi sono disposti a
pagarne il prezzo.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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