Cosa separa i grandi trader da coloro che perdono.
Ho scritto diverse volte in passato sul tema dei buoni traders/investitori
in confronto a coloro che, invece, sui mercati perdono in continuazione.
In un recente articolo pubblicato sul sito Zerohedge, c’e’ un’interessante
analisi secondo cui, per padroneggiare completamente una disciplina ad un
livello superiore agli altri servono circa 10.000 ore di pratica.
Questo equivale a circa 4 ore al giorno per 10 anni.
Le 10.000 ore valgono per diverse discipline: dalla medicina all’ingegneria,
dalla legge ad altre varie discipline di tipo “cognitivo”.
Il trading, da questo punto di vista, non e’ molto diverso. Essendo anch’essa
un’attività che richiede uno sforzo cognitivo, sono necessarie molte ore di
studio e pratica per essere padroneggiata. Per essere tra quel 7-8% che sui
mercati guadagna anziché perdere non serve qualche talento straordinario o
un sistema miracoloso, ma come in altre discipline serve molta, tanta “educazione”
alla materia.
Da questo, deriva il corollario che diventare ricchi in poco tempo con qualche
operazione borsistica è pura utopia. Magari qualche fortunato che così ha fatto
negli anni ’90, al tempo della grande Bolla Tecnologica, c’è stato, ma i più
hanno perso quanto guadagnato, per via del fatto che non avevano sufficiente
educazione finanziaria.
Per fortuna, al contrario di tante altre discipline, negli investimenti e’ possibile
ottenere un buon rendimento dai propri soldi anche mentre si studia.
Con un sistema automatico come il “Lazy Portfolio” che presentiamo all’interno
del nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento, è possibile, senza
particolari conoscenze e senza particolare impegno, impiegare una tecnica provata,
basata su studi e ricerche che hanno poi vinto un premio Nobel, la quale storicamente
ha dato buoni risultati.
Poi, dopo le fatidiche 10.000 ore, si puo’ provare a fare meglio, anche se ci sono
buone probabilità che, dopo 10.000 ore di studio serio del mondo dei mercati e della
finanza, si arrivi a concludere che un market timing spinto non porta da nessuna parte
e che, quindi, un sistema di investimento automatico o quasi, con poco trading e poche
operazioni, puo’ portare a risultati molto interessanti.
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