Cosa puo’ far scendere i metalli preziosi

Recentemente abbiamo visto un forte calo sui metalli
preziosi.

Quali sono i motivi di questo calo?

Personalmente, ritengo prevalentemente speculativi e
da considerare come correzione nell’ambito del trend
di lungo termine.

Si e’ parlato molto dell’aumento dei margini relativamente
al trading sull’argento e sicuramente questo ha inciso
molto, dal momento che proprio l’argento ha pagato
maggiormente dazio.

E anche il fatto che molti operatori volessero portare a
casa i profitti dopo questo forte rialzo ha indubbiamente
giocato un ruolo importante.

Queste, comunque, sono prevalentemente elementi di
breve termine che non dovrebbero modificare il trend
di lungo periodo che, al momento, resta rialzista, anche se
ulteriori correzioni non sono affatto da escludere.

A mio avviso, infatti, non e’ ancora scattato il principale
nemico dei metalli preziosi.

Quale?

Semplice, il rialzo dei tassi di interesse reali.

Il discorso e’ molto semplice. Un investitore puo’
investire 1.000 euro (o dollari) in oro o argento
o platino, ad esempio.

Questo impiego non paga interessi e non paga dividendi.

Quando liquidera’ l’investimento, se il prezzo del metallo
sara’ salito avra’ piu’ euro (e quindi un guadagno), se sara’
sceso una perdita.

Ma non e’ importante solo guadagnare. E’ importante
anche guadagnare di piu’ rispetto ad un impiego di capitale
a rischio ridotto.

Semplificando, se l’investitore impiega i 1.000 euro, ad esempio,
in titoli tedeschi che rendono l’1% annuo, dopo un anno avra’
1.010 euro. Da un impiego in metalli preziosi, quindi, si aspetterebbe
almeno questo risultato.

Seppur a fasi alterne nella storia e con una certa volatilita’, si puo’
dire che i metalli preziosi coprono dall’inflazione dei prezzi.

Quindi, l’inflazione e’ uno dei driver piu’ importanti relativamente
al prezzo di preziosi. Se l’inflazione e’ alta, ci si puo’ ragionevolmente
aspettare una buona performance dai preziosi, viceversa se
l’inflazione e’ bassa.

Se i tassi nominali sono “nemici” dei preziosi, mentre l’inflazione e’
“amica”, possiamo arrivare alla conclusione.

Piu’ e’ alto il rendimento di un’obbligazione free-risk in termini reali
e piu’ e’ costoso detenere metalli preziosi.

Di conseguenza, all’aumento dei tassi reali il rischio di un’inversione
di lungo termine sui preziosi diventa piu’ probabile, dato che gli
investitori troveranno sempre piu’ alto il costo-opportunita’ di rinunciare
agli interessi.

Ad oggi, non abbiamo avuto nulla di tutto questo, visto che l’aumento
dei tassi e’ stato accompagnato (e anche battuto) dalla crescita
dell’inflazione, pertanto io resto ancora piuttosto positivo nel lungo periodo
su questa classe di investimento.

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