Cosa ci insegnano due grandi investitori sulle crisi internazionali
Nell’ultimo post abbiamo avuto modo di elencare 10 regole per gli
investitori e ho anticipato ai lettori che in tutto le regole sarebbero
state 30 e le successive 20 sarebbero state inserite in due futuri post.
Oggi, comunque, ho deciso di interrompere un momento la presentazione
di queste regole per parlare un dell’attualita’, visto che ci sono molte tensioni
geopolitiche che possono spaventare gli investitori.
Dell’impatto degli eventi geopolitici sul portafoglio degli investitori
ne ho gia’ parlato in questo post.
La conclusione fu che gli eventi geopolitici, a livello di mercati finanziari,
si inseriscono in trend gia’ in corso oppure in formazione. Questi eventi
amplificano il trend ribassista se questo e’ gia’ in essere, mentre se il
trend e’ rialzista possono generare al piu’ dei “profit taking“, ma presto
il mercato al rialzo ripartira’.
Piu’ raramente, questi eventi si innescano in fasi di cambio di trend, anche
se ovviamente cio’ non e’ da escludere.
Ma in ogni caso, si tratta di eventi per loro natura imprevedibili e quindi
l’investitore dovrebbe prestare poca attenzione ad essi, concentrandosi,
invece, sulla propria strategia e sul proprio metodo.
E a dirlo non sono solo io, ma alcuni grandi investitori.
Warren Buffett, il piu’ grande investitore del mondo: “E’ con il “sitting”, non
con il trading, che ho fatto la maggior parte dei miei profitti.”
Jack Bogle, ottantenne fondatore di Vanguard, la pioniera e piu’ grande
societa’ emittente di “low cost index fund”: il suo motto e’ “Stay the Course”,
cioe’ segui ciecamente la tua strategia di Buy, Hold and Rebalance,
indipendentemente da cosa accade di fuori. I risultati non potranno che essere
buoni.
Oggi molti investitori si lasciano prendere dal panico ed abbandonano
la loro strategia. L’avvento del trading on line, se da un lato ha reso
piu’ facile la partecipazione degli individui al mercato finanziario,
dall’altro favorisce le decisioni ad impulso degli investitori.
Decisioni che raramente danno buoni risultati.
Al contrario, ripeto, la cosa migliore e’ avere un buon piano ed una buona
strategia e seguirli. Le crisi geopolitiche vanno e vengono e molte di esse,
alla fine dei conti, hanno grandi costi in termini sociali, ma poco interessano
la generalita’ delle azioni quotate in Europa, USA o altri paesi. E, in ogni
caso, sono imprevedibili.
E su questo, anche Buffett e Bogle sembrano concordare.
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