Cosa ci aspetta dopo il taglio dei tassi? - EF Report 192
Posted on Novembre 1, 2007
Filed Under Operatività e Gestione Portafoglio, Inflazione, Banche Centrali, Mercati Azionari
Come scrivevo due giorni fa, i mercati aspettavano la decisione di
Bernanke sui tassi. Ieri “l’elicottero Ben” ha accontentato le aspettative dei
mercati tagliando di un quarto di punto, esattamente come tutti si aspettavano.
Adesso, ovviamente, è il momento di guardare avanti. Cosa farà la FED
prossimamente? Prima iniziamo a vedere le conseguenze di questa decisione.
La FED in questo momento non poteva deludere i mercati. A novembre
inizia generalmente la fase di crescita dei mercati che si prolunga fino ad
aprile. Anche nei periodi bui del mercato Orso del 2000-2002 i mesi
in questione sono stati i più benigni, mentre gran parte dei ribassi si
sono concentrati nei periodi maggio-ottobre.
Anche quest’anno la ciclicità sarà mantenuta. Questo non significa che
vedremo per forza i mercati crescere enormemente, ma sono convinto
che se qualcuno si aspetta una robusta correzione dovrà aspettare la
parte finale del periodo novembre 2007/aprile 2008. Al massimo potremo
assistere a qualche incidente di percorso rapidamente assorbito.
In parole povere, c’erano poche possibilità che la FED avrebbe sorpreso
i mercati in senso contrario proprio ora.
Il cambio euro/dollaro aveva probabilmente anticipato questa decisione nelle
ultime settimane, mentre oggi non stiamo assistendo ad una rapida caduta
del cambio. Petrolio e oro continuano il loro trend rialzista, ma anche essi
oggi non salgono enormemente.
In altre parole, credo che ora i mercati inizino ad incorporare il fatto che dopo
questo atteso taglio la FED si fermerà per un po’. Una pausa dopo un taglio
complessivo di 0,75% non sarebbe recepita in modo drammatico dai mercati,
che possono continuare tranquillamente un piccolo rally di fine anno, mentre
una pausa su oro e petrolio ora è più che dovuta.
Sull’altra sponda dell’Atlantico, la BCE è ferma ormai da giugno. Per molti
aspetti, la BCE è stata capace di preservare la sua credibilità meglio di
quanto ha fatto la FED.
Nonostante questo, il recente taglio della FED rende difficile per la BCE
aumentare nuovamente i tassi, soprattutto in un momento dove l’economia
europea sta mostrando qualche segno di rallentamento a causa sia della
forza dell’euro, sia dei primi scricchiolii sull’immobiliare, dove sempre più
famiglie stanno iniziando ad avere problemi con il rimborso delle rate dei
mutui.
La cosa più probabile è una politica attendista della BCE, anche se la
recente ripresa dell’inflazione suggerirebbe un altro rialzo.
La recente decisione della FED e la politica attendista della BCE non
frenano i mercati azionari che credo possano continuare con un
mini-rally di fine anno. Il 2008 sarà l’anno in cui probabilmente molti
nodi verranno al pettine. Ma fino ad allora, non andate contro la FED
e godetevi l’ultima fase del “bull market”.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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2 Responses to “Cosa ci aspetta dopo il taglio dei tassi? - EF Report 192”
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Partendo dalla visione wally-centrica di questo post, mi domando quali siano le ricadute di quanto sopra sui paesi emergenti (principalmente Cina, India, Russia, Brasile).
+ precisamente e + in generale vi vorrei kiedere:
1) I paesi emergenti hanno vantaggi nella riduzione dei tassi d’interesse americani?
2) I paesi emergenti hanno vantaggi nella perdita di valore del dollaro americano?
Intanto in queste giornate viviamo un po’ di segnali contrastanti, quindi fare previsioni attendibili è difficile.
Ma in generale, un ribasso dei tassi significa liquidità più abbondante, che in parte finirà anche sugli emergenti. Quindi, in teoria è positivo.
Riguardo al dollaro, beh, chi produce materie prime (penso a Russia e Brasile in particolare) avrà maggiori entrate da esse, quindi è positivo. La Cina ha una valuta ancora agganciata al dollaro, quindi potrà esportare meglio verso l’Europa. Più difficile dire le ripercussioni sull’India.