Cosa aspettarsi in futuro dai paesi BRIC

All’interno del nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento,
stiamo da tempo cavalcando il trend positivo dei paesi emergenti.

Questi paesi, seppur con molta maggiore volatilità dei mercati maturi
come quelli americani ed europei, permettono all’investitore di ottenere,
nel lungo periodo, rendimenti superiori. La loro presenza nell’asset allocation
è quindi fondamentale, anche perché nell’ultimo decennio stanno assumendo
un peso sempre maggiore anche a livello di economia mondiale, pertanto la
loro presenza in portafoglio non è solo dettata dall’avidità e dalla ricerca di
rendimenti superiori, ma è anche corretta dal punto di vista teorico e
concettuale.

Per diversi anni, diciamo tutto l’ultimo decennio, i grandi protagonisti tra gli
emergenti sono stati i così detti BRIC, cioè Brasile, Russia, India e Cina.

Negli ultimi mesi, comunque, le Borse di questi paesi hanno un po’ rallentato
in termini di crescita. Si badi bene, essi rappresentano ancora la parte “core”
di ogni portafoglio investito in mercati emergenti, offriranno ancora rendimenti
superiori ai mercati maturi e di sicuro torneranno a mettere a segno rialzi
corposi.

Tuttavia, questo è il loro rendimento da inizio anno ad oggi:

Brasile (ETF BRA.MI): +8,75%
Russia (ETF RUS.MI): +11,40%
India (ETF INDI.MI): +24,36%
Cina (ETF CINA.MI): +11,38%

Nello stesso periodo, il DAX, migliore indice europeo e miglior indice tra
i mercati maturi ha messo a segno un +10,76%.

Quindi, come si vede, questi emergenti hanno fatto bene. L’India addirittura
benissimo, ma Cina e Russia già hanno sostanzialmente eguagliato la
performance del DAX, mentre il Brasile ha addirittura fatto peggio.

La cosa, comunque, è abbastanza ovvia e non deve stupire troppo. I BRIC
sono nella fase di transizione da paesi emergenti a paesi sviluppati. Debbono
fare ancora molta strada, ed è per questo che ho detto che, presentando
maggiori rischi, offriranno sicuramente migliori rendimenti rispetto ai mercati
maturi.

Tuttavia, il tempo di una Cina la cui Borsa cresceva costantemente del 50% o
del 100% l’anno e degli altri tre che presentavano crescite simili è probabilmente
andato. Dopo qualche forte scivolone potrà ancora esserci spazio per un +50%
o +100% annuo, ma non sarà certo la normalità.

Ricapitolando, i paesi BRIC restano una parte fondamentale di ogni portafoglio
azionario e ritengo che ormai debbano avere la stessa “dignità” di USA ed Europa,
nel senso che la loro presenza e’ imprescindibile, visto anche il loro peso sempre
maggiore nell’economia mondiale.

Su di essi, probabilmente, vedremo una riduzione della volatilità, ma anche
rendimenti un po’ meno esplosivi.

Per contro, potrebbe iniziare ad essere interessante un altro gruppo di paesi
che, per potenzialità e per impatto che hanno su di essi i nuovi flussi di
investimento, possono prendere il posto dei BRIC. Ma di questo parleremo,
eventualmente, in un prossimo post.

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