Come posizionarsi a gennaio
A mio avviso, il posizionamento al rialzo
resterà la scelta migliore.
E’ un po’ che scrivo che per me il
mercato azionario è ipervenduto e non
ha più, per ora, molto spazio per scendere,
mentre al contrario avrebbe spazio per
salire. Ssecondo me, questa view resta
perfettamente valida.
Nell’ultimo mese, i mercati non hanno
più ritestato i minimi di novembre e
questo almeno conferma che per
ora quelli sono minimi di periodo
importanti e che possono tenere.
Preso atto di questo, dobbiamo dire che
in questo mese di dicembre non abbiamo
avuto poi un gran rally. L’indice europeo
Eurostoxx50 ha chiuso ieri le contrattazioni
in linea con i suoi valori di inizio dicembre.
Il DAX tedesco ha fatto leggermente
meglio, salendo del 3% rispetto ad inizio
dicembre e lo S&P500, mentre sto
scrivendo, è lievemente sopra i valori
di inizio mese.
Il rally natalizio, quindi, è stato più una
fase di lateralità, anche se i progressi
dell’indice tedesco sono incoraggianti.
Il motivo essenziale è che in questo momento
mancano i compratori. Lo stock di azioni
che viene messo in vendita, la pressione dei
venditori, è calata lungo tutto il mese di dicembre
e questo ha permesso la tenuta dei minimi
di novembre in primis e quindi il movimento
laterale. Per avere un rialzo più deciso è però
necessario che oltre al calo della pressione
dei venditori inizi a mostrarsi un po’ di interesse
da parte dei compratori.
In questo momento si stima che solo negli
USA ci siano diversi “trilioni” di dollari
in cash, titoli a breve ed altri impieghi che possono
essere ricondotti sotto la denominazione di
“liquidità”. Questi “diversi trilioni” sono circa
un valore pari al 74% della capitalizzazione
di tutte le società americane. Questo valore (il 74%)
è un picco storicamente molto elevato. Ciò significa
che ora c’è chi ha la potenzialità di comprare,
che il periodo in cui tutti erano alla ricerca
della liquidità fortunatamente sembra finito.
E’ solo necessario che questi compratori potenziali
decidano di mettere qualcosa sull’equity e visti
i bassi volumi le quotazioni dovrebbero
progressivamente migliorare.
Da un punto di vista strettamente tecnico,
la mia guida resta sempre il fatto che le
quotazioni sono arrivate a novembre e
sono ancora oggi ad un livello troppo
lontano dalla media mobile a 40 settimane
(o a 200 giorni che è più o meno lo stesso).
E questa cosa non puo’ durare a lungo.
In tutti i mercati “Orso” (ma la cosa, pur
con qualche differenza, vale anche al contrario)
le quotazioni prima scendono molto sotto
la media mobile, poi arrivano al momento
di un rimbalzo fisiologico. E poiché mentre
le quotazioni rimbalzano, la media mobile
continua a scendere, i due volori progressivamente
si avvicinano. Quando i due valori sono prossimi,
il mercato decide dove svilupparsi. O la spinta
verso l’alto si esaurisce e parte una nuova
onda ribassista, oppure le quotazioni superano
la media mobile e spesso questo si trasforma
in un nuovo bull market.
Attualmente siamo ancora nella fase del
rimbalzo e se per ora dicembre non ci
ha regalato niente più di un mercato laterale,
gennaio potrebbe essere il mese buono
per vedere un rialzo un po’ più consistente.
Dopodiché vedremo che direzione prenderà
il mercato.
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