Come funzionano gli ETF a leva
Posted on Luglio 3, 2009
Filed Under Investire intelligentemente, Mercati Azionari
Negli ultimi anni, l’industria degli ETF ha
prodotto numerosissimi prodotti, più o
meno interessanti, ma che sicuramente
hanno ampliato le possibilità degli
investitori.
Una delle tipologie di ETF che hanno
riscosso e stanno ancora riscuotendo
molto successo sono gli ETF a leva.
In Italia abbiamo tra gli altri 2 ETF a
leva quotati, uno sul DAX ed uno
sull’Eurostoxx50. Ma negli USA, ci sono
decine di ETF a leva sia LONG che
SHORT, sia sugli indici generali
che sugli indici settoriali o geografici.
Tuttavia, alcuni investitori non sono
del tutto soddisfatti dei risultati ottenuti
perché si ritrovano che nel medio termine
le performance non sono esattamente
uguali all’indice sottostante moltiplicato
per il fattore leva.
In altri termini, se il DAX mette a segno
un +20% in un arco temporale, l’investitore
si attende che un ETF a leva due sul
DAX renda il +40%. Nella realtà, questo
non avviene e l’investitore resta deluso.
Tuttavia, non c’è alcuna truffa. Semplicemente
lo strumento funziona in modo tale da offrire
il rendimento effettivamente realizzato, solo
che molti non conoscono il reale funzionamento.
Vediamo oggi un esempio concreto di
come funzionano questi ETF.
Ipotizziamo un ETF a leva 3 che parte da 100
e poi passa a 103 (+3%) e quindi ritorna a
100 (-2,91%). Dopo queste due giornate,
l’investitore che avesse investito in un ETF
puro, non a leva, sarebbe esattamente al punto
di partenza. Nulla ha guadagnato, nulla ha perso.
Vediamo invece cosa fa il nostro ETF a leva 3.
Il primo giorno in cui l’indice mette a segno
il +3%, il nostro ETF fa +9%. Da 100, il
valore passa a 109.
Il secondo giorno l’indice perde il 2,91%. Il
nostro ETF a leva 3, perde l’8,73%. Poiché
però il fattore leva è calcolato ogni giorno,
l’8,73% sarà calcolato sul precedente valore,
cioè su 109. La perdita sarà quindi 109*8,73%= 9,51
punti. Il nuovo valore dell’ETF sarà 109-9,51=99,49.
Come vedete, dove l’ETF puro era sostanzialmente
in pareggio, il nostro ETF a leva 3 ha perso lo 0,51%.
E questo solo in una oscillazione di due giorni. Potete
divertirvi a ripetere il processo per un numero
di volte a piacere e vedrete che il differenziale
diventa progressivamente maggiore.
Questa non è altro che la “magia” dell’interesse
composto, solo che questa volta la magia vi gioca
contro.
Quindi gli ETF a leva sono uno strumento da buttare
e poco utile? Assolutamente no. Lungi da me da dire
questo. Anzi, sono uno strumento interessantissimo,
solo che va conosciuto.
Vediamo questo esempio in positivo.
L’indice sottostante parte da 100 e per tre giorni
cresce continuamente del 3%. Il primo giorno passa
a 103, il secondo a 106,09 (103+3% di 103) e il
terzo a 109,27. Complessivamente il risultato è
del +9,27%.
In prima battuta cosa ci aspetteremo dal nostro
ETF a leva 3? Ci aspetteremo di avere 9,27%*3= +27,81%.
Invece ci va meglio. Vediamo:
Amplificando per 3 il risultato dell’indice, nei tre giorni
l’ETF salirà del 9% giornaliero. Il primo giorno sarà
109, il secondo 118,81 (109+9% di 109), il terzo
129,50. Risultato complessivo: +29,50%. Più
del 27,81% che ci aspettavamo.
Cosa è successo? Semplice, questa volta l’interesse
composto gioca a nostro favore.
Conclusione.
L’ETF a leva puo’ giocare a nostro favore o sfavore,
amplificando o riducendo il rendimento atteso che si
ottiene moltiplicando semplicemente il rendimento del
sottostante per il fattore leva.
Tuttavia, le probabilità che l’ETF giochi a nostro favore
sono maggiori nel breve termine. Nel medio/lungo, poiché
inevitabilmente rialzi e ribassi si susseguono, è probabile
che il rendimento complessivo sarà inferiore a quello
derivante dalla semplice moltiplicazione. Ogni qual volta
ci sarà un andamento contrario rispetto alla direzione
del nostro ETF (quindi un ribasso se abbiamo un ETF
a leva LONG o un rialzo se ne abbiamo uno a leva SHORT),
inevitabilmente l’ETF ci mangerà qualcosa.
Nonostante questo gli ETF a leva restano sempre un
ottimo strumento per ottenere un rendimento amplificato
dell’indice sottostante. Non esistono pasti gratis e per
avere un effetto leva bisogna comunque pagare qualcosa.
Un’opzione, che è un altro strumento per avere effetto
leva, ci impone di pagare un premio il cui costo ridurrà
il rendimento ottenuto sul sottostante e se il sottostante
non si muove o ci va contro perdiamo addirittura tutto
il premio. Così l’ETF a leva, che a fronte del potenziale
effetto leva ci offre un rischio limitato alle sole quote
sottoscritte, ha un costo che oltre alla gestione è dato
da questo effetto contrario dell’interesse composto.
Ma detto questo, si tratta sempre di un buon strumento,
sche deve essere però conosciuto.
Comments
2 Responses to “Come funzionano gli ETF a leva”
Leave a Reply

[…] Originally Posted by fierro74 Ecco qualche ETF: Ti riporto anche qualche ETF su dax Long/Short e Ftse Long x conoscenza Long Leva2 su Ftse Mib: FR0010446658 Long Leva2 su Dax: LU0252634307 Short Leva2 su Ftse Mib: FR0010446666 Short Leva1 su Dax: LU0292106241 Su Short leva 3 non conosco…se lo trovi fammi sapere anche a me! X curiosità sei riuscito a chiudere le posizioni long aperte in precedenza? Ciao Andrea Può risultarti utile questo articolo: Come funzionano gli ETF a leva | Consigli per investire e guadagnare in borsa […]
Ottimo articolo, grazie mille!!!