Il Debito dei Ricchi - EF Report 133
Non passa giorno in cui, sui sisti finanziari di tutto il mondo
o sulla stampa specializzata, non si legge dell’enorme debito
americano, in particolare del debito accumulato dai privati.
Buona parte di questo debito viene contratto dalle fasce medio-basse
per acquistare beni di consumo (elettrodomestici, automobili, moto),
per pagare le vacanze, nel migliore delle ipotesi per comprare una
casa che non si sarebbero mai potuti permettere.
Tuttavia, una parte rilevante di questo debito, difficile da
credere, viene contratto dai ricchi.
Ad esempio, pochi mettono in risalto che oggi, l’1% degli americani
più ricchi è debitore per il 7% del totale del debito privato.
Questo debito dei ricchi sta crescendo sempre di più. Rispetto al 1998,
il debito detenuto dall’1% più ricco è cresciuto del 150%. Questo solo per
ciò che riguarda i debiti privati. Ma anche i debiti delle piccole e medie
società stanno salendo e se consideriamo che spesso queste piccole e
medie società sono in mano alla parte più ricca della popolazione,
il risultato è che il debito complessivo detenuto dalla fascia più ricca
è ancora maggiore.
Se però consideriamo che, come ho scritto più volte anche qui, i ricchi
stanno diventando sempre più ricchi, probabilmente c’è un ragionamento
da fare.
Come i ricchi usano il debito.
La differenza tra questo elevato valume di debito e quello detenuto
dalle fasce meno ricche è come il debito viene utilizzate. Mentre la fasce
meno abbienti, come ricordato usano il debito per acquisti che si
deprezzano in breve tempo (tranne gli immobili, il cui apprezzamento
è però ora pieno di incognite), i ricchi usano i debiti per investire.
Per molti aspetti, queste persone fanno, in prima persona, quello che
fanno gli hedge funds e gli speculatori (magari hedge funds di cui i ricchi
sono maggiori azionisti o addirittura fondatori/gestori). Prendono a prestito
a tassi inferiori rispetto a quanto, potenzialmente, possono ottenere come
rendimento dagli investimenti.
Immaginiamo che una persona ha 1.000.000 di euro (o di dollari) che
può impiegare in un investimento che potenzialmente può rendere il 15%.
Se questa persona prende a prestito ed impiega sullo stesso investimento
un altro 1.000.000 euro al 5%, complessivamente otterrà come rendimento
300.000 (se il 10% potenziale si concretizza) e pagherà 50.000 euro di
interessi. Il netto dell’operazione è 250.000 euro, che sul 1.000.000
originariamente impiegato fa il 25% di rendiemento. Molto di più rispetto
al 15% che avrebbe ottenuto se non si fosse indebitato.
Naturalmente, il debito e l’effetto leva ha una doppia faccia. Se esso può
amplificare i guadagni, può anche amplificare le perdite. Ma dopo quattro
anni di rendimenti positivi delle borse (e degli immobili) e dopo che i tassi,
in particolare negli anni passati, sono stati molto bassi, la propensione al
rischio è cresciuta anche presso le fasce più alte. O meglio, anche le fasce
più alte hanno meno percezione del rischio ed una forte confidenza sulle
potenzialità dei loro investimenti.
Debito buono vs. Debito cattivo
Nonostante questo, l’uso del debito per acquisire assets che si rivalutano
è un modo intelligente di usare il debito, almeno finché non si eccede con
l’effetto leva. Al contrario, indebitarsi per acquisire beni che si svalutano
in breve tempo (il caso emblematico sono le automobili, soprattutto
quelle sportive, di lusso e/o di alta cilindrata, ma anche l’ultimo modello
di TV LCD) è la strada sicura verso la difficoltà finanziaria.
Le persone che fanno questo, vanno incontro ad una vita in cui
dovranno lavorare sempre di più e sempre più duramente solo per pagare
i debiti, mentre non potranno mai contare sui rendimenti dei loro assets quale
fonte aggiuntiva di entrata. Il mio suggerimento è di non usare il debito,
o di usarlo solo ed esclusivamente nel primo modo.
Il tuo educatore
Roberto.
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..
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Il Futuro del Sistema Pensionistico - EF Report 127
Una delle “chiacchiere” più in voga questi giorni riguarda
l’allungamento dell’età pensionabile e la riduzione dei coefficienti
di trasformazione.
Prima di andare oltre su questo tema, è opportuno chiarire cosa
si intende per coefficiente pensionistico. Leggi il resto
Azioni vs. Immobili. Cos’è Meglio? - EF Report 105
Molte persone in Italia sono diventate ricche speculando sugli
immobili e molte famiglie trasmettono la loro ricchezza di generazione
in generazione tramite l’eredità di proprietà immobiliari.
Altre persone invece speculano ogni giorno su azioni, derivati,
valute.
Altri infine hanno il loro patrimonio investito prevalentemente
in azioni che detengono per il lungo termine.
Nel mondo, Donald Trump ha costruito il suo patrimonio
sugli immobili.
Per contro, Warren Buffett è diventato il secondo uomo più
ricco del mondo tramite le azioni.
In definitiva, quindi, cosa è meglio tra azioni ed immobili? Leggi il resto
Come Accumulare un buon Capitale. - EF Report 100
John Hussman è gestore della piccola famiglia di fondi “Hussman Fund”,
i quali sono considerati tra i migliori fondi al mondo secondo le
classifiche Morningstar.
In un articolo di alcuni anni fa, Hussman individua due elementi
che sono alla base dell’accumulazione di capitale (e ricchezza)
da parte degli individui: Leggi il resto
Arrivare a Destinazione: come raggiungere i propri obiettivi finanziari - EF Report 95
Nell’ultima edizione di Educazione Finanziaria abbiamo trattato
del fatto che ogni investitore deve definire i propri obiettivi, la
propria destinazione, prima di scegliere quali strumenti finanziari
utilizzare.
Tale edizione si concludeva con l’individuazione di tre possibili
obiettivi: Leggi il resto
Scegliere la destinazione prima del mezzo - EF Report 94
La maggior parte degli investitori, quando si tratta di investire,
ragiona per titoli o al massimo, per classi di investimento.
La domanda posta dalla maggior parte degli investitori/risparmiatori
è di questo tipo:
“Cosa pensate dell’azione X?” Oppure: “Ritenete che investire
il 50% del portafoglio in azioni sia una strategia corretta in
questo momento?”
Queste domande, anche quando trovano risposta, sono le più
sbagliate per iniziare un processo di investimento poiché non
considerano la cosa più importante: il vostro obiettivo. Leggi il resto
Una Piccola Statistica sui Fondi Comuni. Che ne conferma i problemi - EF Report 80
Ogni anno, a settembre, negli USA viene pubblicata da Forbes
la “Forbes Honor Hall of Mutual Funds”, una elenco dei
migliori fondi comuni degli Stati Uniti.
Per essere compreso in questo elenco, un fondo comune deve
ottenere una valutazione “A” o “B” sia con mercato al rialzo
sia con mercato al ribasso.
Analizzando questo elenco negli anni, una cosa balza agli occhi:
” Non uno dei fondi che era elencato nel 1984 e nel 1994
rientra nella classifica del 2004.”
Questo dato mette in rilievo una realtà che caratterizza i fondi
comuni: non è il nome del fondo che conta ma il gestore.
Anche il miglior fondo può cadere in disgrazia quando il gestore
che ne aveva decretato il successo si ritira o cambia casacca.
Il fatto che il fondo appartenga ad una casa d’investimento le
cose sostanzialmente non cambiano.
Il nome non produce risultati.
I risultati sono prodotti dagli uomini. Ma se anche il gestore resta per
sempre, nel corso del tempo può’ perdere il suo “tocco magico”.
I mercati “toro” e più in generale determinate condizioni di mercato
durano molti anni, spesso decenni.
Un gestore che si “trova bene” in una determinata situazione può
conseguire risultati eccezionali per molto tempo, ma potrebbe
essere impreparato a cogliere i cambiamenti quando si verificano.
Cosa significa per i nostri portafogli.
Diverse volte ho ricordato come i fondi non siano uno strumento
efficiente, soprattutto in seguito alla vasta diffusione degli ETF e
Certificate.
Tuttavia, al contrario di molti demonizzatori di tutto il risparmio
gestito non escludo che ci siano buoni gestori e buoni fondi.
E che si possa gestire bene il proprio patrimonio anche usando
i fondi.
Ma non devi compiere l’errore di “sposarti” con il tuo fondo.
Se lo fai, la statistica è contro di te. E quando investi in fondi
comuni, presta attenzione a chi è il gestore, cosa ha fatto
in passato, che risultati ha prodotto.
Credo che in Italia in pochi lo fanno. Forse nessuno.
Come comportarsi.
Nessun gestore puo’ sostituirsi a te nella gestione dei tuoi soldi.
Nessuno può prendersi più “cura” di loro di quanto puoi farlo tu.
Tu devi cercare di capire la situazione economica e i mercati.
Leggi, studia, ascolta opinioni. Quindi decidi da solo. Tramite
“Educazione Finanziaria” cerco di aiutarti a comprendere maggiormente
il mondo finanziario. Tramite Trend e Strategie di Investimento
vado più in profondità con specifiche raccomandazioni e strategie
di gestione del portafoglio.
Ma non provo mai a sostituirmi a te nelle decisioni, che debbono
assolutamente essere tue.
Non lasciare che nessun altro si sostituisca a te….
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
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Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..
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