Come investire in questo rally
Ci eravamo lasciati circa un paio di
settimane fa con un post in cui scrivevo
che le azioni, da un punto di vista
fondamentale, erano piuttosto economiche
e quindi un rally poteva essere nell’aria.
Dopo quel post, non c’è stato subito un rimbalzo.
Abbiamo vissuto, anzi, una settimana piuttosto
dura, dove i precedenti minimi sono stati addirittura
sfondati e sembrava un vero e proprio “Armageddon”.
Tuttavia, dopo quella settimana, è effettivamente
iniziato un bel rally, che per molti versi sembra
un rally sano che puo’ durare almeno qualche mese.
Le valutazioni tecniche e fondamentali contano.
Spesso si sente parlare di macroeconomia, di
dati economici che escono brutti, di possibile
recessione. Ma il mercato, come dico spesso,
è una “discounting machine” e quando i dati escono
spesso sono già incorporati nelle quotazioni.
Così, a volte più che osservare i dati macro è importante
guardare i fondamentali delle aziende e il linguaggio
dei mercati, cioè i prezzi che si formano.
Sui livelli minimi di un paio di settimane fa, l’indice
italiano aveva un “dividend yield” superiore al 7%
e livelli simili si registravano per i mercati europei.
I rapporti P/E erano (e restano) storicamente
bassissimi.
Se anche a seguito della recessione in corso
gli utili diminuissero notevolmente e i dividendi
venissero tagliati in modo sostanzioso, il risultato
sarebbe comunque un insieme di valutazioni non
troppo alte.
Dal punto di vista tecnico, poi, i mercati avevano raggiunto
un livello di distanza dalla media mobile di lungo periodo
(200 giorni o 40 settimane) estremamente alto e la cosa
in genere non dura mai troppo a lungo.
In altri termini, per la regola della probabilità, un rally era
semplicemente più probabile di un calo prolungato.
A mio avviso, se per paura si è rimasti fuori, non è troppo
tardi per salire a bordo di questo rialzi che per lo meno
dovrebbe durare fino alla fine dell’anno.
Da un punto di vista selettivo, a mio avviso gli investimenti
migliori ora sono i paesi che hanno corretto di più nel
corso dell’anno, cioè investimenti sui paesi emergenti. Quindi,
un altro investimento che a me piace moltissimo sono i titoli
che pagano alti dividendi. Oggi, nel solo indice italiano, ci
sono business che sono quantomeno stabili se non in
crescita e rendono, con il solo dividendo, oltre il 7-8%.
Due di essi sono entrati nel portafoglio generale del nostro
servizio premium Trend e Strategie di Investimento. Vedremo
più avanti se ci saranno altri titoli di questo tipo interessanti.
Il miglior mercato emergente - EF Report 252
I mercati emergenti negli ultimi anni
hanno ampiamente sovraperformato quelli
maturi. Questo anche dopo che i valori
nominali delle valute dei mercati emergenti,
spesso legati al dollaro, sono stati convertiti
in euro.
Cina ed India sono sicuramente stati i
paesi che hanno riempito le pagine dei
giornali, in particolare la Cina, spesso vista
come opportunità ma anche minaccia.
Per me, esiste comunque un altro paese
emergente che al momento rappresenta
la prima scelta su cui investire. Leggi il resto
Una previsione interessante - EF Report 246
Frank Holmes è il CEO e il Chief Investment Officer
della U.S. Global Investor, una delle società di gestione
di fondi su commodity di maggior successo.
In una recente conferenza, Holmes ha lanciato una
sua previsione particolarmente interessante nel
comparto commodity. Secondo Holmes, il prezzo
del rame, attualmente a 4$, potrebbe arrivare a 8$
o persino 10$ entro pochi anni.
Il motivo di questa previsione è legato sostanzialmente
al mondo delle infrastrutture. Leggi il resto
Le dimensioni contano - EF Report 202
Con il dollaro in difficoltà e ormai in un “Bear Market” che dura da alcun anni,
da molte parti si sente dire che gli USA sono in fase discendente, in declino,
e che entro qualche decennio lascerà ad altri paesi (la Cina è il candidato numero
uno) il ruolo di maggiore economia del mondo.
Mentre è molto probabile che in futuro vedremo gli USA perdere la
leadership, questo giorno è ancora lontano. Attualmente, le dimensioni dell’economia
americana sono ancora molto maggiori di quelle degli inseguitori. Leggi il resto
Brasile: non solo calcio e samba - EF Report 193
Quando si guardano i paesi emergenti, quasi sempre si guarda l’Asia, soprattutto
Cina ed India.
Questo a ragione, perché i risultati di quest’area sono stati stratosferici sia dal punto
di vista borsistico, sia dal punto di vista dell’economia reale.
Il Brasile, che pure non è del tutto trascurato, raramente è però visto allo stesso
modo di Cina ed India. Raramente si pernsa al Brasile come la prossima grande
superpotenza mondiale.
Magari il Brasile non dominerà il mondo, ma i numeri per stare tra i quattro/cinque
paesi più importanti li ha tutti. Leggi il resto
Se ci sarà recessione? I mercati potrebbero non risentirne - EF Report 180
Molti commentatori, in tutto il mondo, parlano di rischio recessione negli
USA, al quale poi potrebbe seguire un rallentamento anche in Europa.
Credo non sorprenderà nessuno se dico che dopo agosto queste voci
si sono intensificate.
Generalmente, quando una recessione è alle porte, i mercati azionari
iniziano in anticipo a scendere. Dunque, se la recessione arriverà nel
2008, dovremo essere vicini alla fase di correzione. Leggi il resto
Da dove può arrivare la minaccia per il sistema finanziario. - EF Report 155
In un recente meeting privato e non aperto al pubblico (di cui
sono pubblici solo alcuni estratti grazie ad alcuni editori che
avevano accordi speciali con gli organizzatori del meeting),
l’ex “capo” della FED Alan Greespan ha rilasciato importanti
dichiarazioni sull’attuale sistema finanziario e ha ripassato anche
un po’ della sua storia. Leggi il resto
