Altri segnali che il mercato forse ha scontato il peggio - EF Report 248
Da diverso tempo sto scrivendo che il mercato
azionario sembra dirci che il peggio è passato.
Il primo motivo per pensare questo è che i
minimi di gennaio, poi ribaditi a marzo per
ben due volte, hanno sempre tenuto.
Per tre volte l’indice S&P500 ha toccato
una quota vicino a 1.275 punti e tutte e tre
le volte c’è stato un rimbalzo da quel livello.
La seconda motivazione per cui credo che
il peggio sia già stato scontato dal mercato
ha a che fare con la Dow Theory.
Elaborata moltissimi decenni fa, la Dow Theory
analizza due indici, il DJ Industrial Average e
il DJ Transportation Average. Questa teoria
richiede che i movimenti degli indici si confermino
l’un l’altro. In altri termini, se uno degli indici
scende sotto i precedenti minimi (segnale
“bear”, ribassista), è necessario che successivamente
anche l’altro indice faccia altrettanto. Se questo
non avviene, siamo in presenza di un falso segnale.
Ovviamente vale la stessa cosa per ciò che
riguarda i segnali rialzisti.
Bene, mentre il DJ Industrial a marzo toccava
nuovamente i minimi di gennaio, il DJ Transportation
“non confermava”. Infatti, a marzo il secondo indice
scendeva leggermente restando però piuttosto
lontano dai minimi di gennaio. Successivamente,
l’indice riprendeva addirittura a salire.
Quando ho visto questo, nel servizio premium
Trend e Strategie di Investimento ho suggerito
agli abbonati di prestare attenzione perché eravamo
in presenza di un segnale importante, un segnale
che forse i mercati erano pronti a ripartire. Non era
quindi il caso di continuare a shortare gli indici
(premetto che lo short in generale a me non piace,
perché non è facile guadagnare shortando) e di
restare liquidi perché presto potevamo forse
iniziare ad accumulare azioni.
Così è stato e da circa un mese abbiamo ampliato
la nostra quota azionaria dal 10% di allora al 50%
attuale, investendo tra l’altro su Cina, Brasile ed
ETF sul settore bancario, oltre ad una posizione
azionaria generale con un ETF che investe in large
cap internazionali. Inutile dire che tutti e quattro
questi investimenti ci hanno dato diverse soddisfazioni
nell’ultimo mese.
Nell’ultima settimana abbiamo poi avuto una nuova
evidenza che i mercati ora vogliono crescere.
L’indice S&P500 infatti ha superato quota 1.400 punti.
Perché è importante questa quota? Perché durante
i ribassi, l’indice ha provato più volte a fare dei
rally, ma ogni volta il livello intorno a 1.400 punti
non veniva superato. Quel livello era una resistenza
importante. Ma ora non sembra più così. Ora
quota 1.400 è stata superata e questa cosa è
estremamente positiva.
Cosa ci aspetta per il futuro è difficile da prevedere.
A mio avviso i problemi non sono terminati. Probabilmente
questa estate ci riserverà ancora qualche turbolenza, ma
credo che provare a prevedere le cose con mesi di
anticipo sia inutile. Se la marea cambierà nuovamente
gli indici ce lo segnaleranno per tempo. Nel mentre,
è bene godersi questi rialzi. Certo, la prima parte della
ripresa ora è storia, ma forse si può ancora prendere
una parte del rialzo. Se e quando la marea cambierà
nuovamente, allora cominceremo a prendere profitto
e torneremo liquidi.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 100$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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Una delle situazioni migliori per investire in azioni - EF Report 247.
Le recenti settimane hanno ridato fiato al mercato
azionario dopo le discese di fine 2007 ed inizio 2008.
Nonostante questo, i pericoli rimangono e con essi
anche il generale pessimismo. La maggior parte degli
analisti, nonché i siti internet ben quotati a livello
finanziario (molti dei quali hanno un bacino di utenza
non secondario rispetto alla stampa più famosa)
continuano ad avere un sentiment negativo e suggeriscono
di alleggerire durante queste giornate di rialzo.
Inoltre, le notizie che arrivano sul fronte macroeconomico
ed anche dai profitti societari non sempre sono particolarmente
positive. Ad esempio, c’è un’attesa che in questo 2008 gli
utili societari scendano mediamente del 12%. Questo
è perfettamente logico, visto che gli utili delle banche
stanno crollando e il settore bancario e finanziario ha
un peso notevole sugli indici ed è stato artefice di
una forte crescita di profitti negli ultimi anni. Leggi il resto
E’ inizata la stagione degli “earnings” - EF Report 245
Questa settimana segna ufficialmente l’inzio della stagione
degli utili societari per questo primo trimestre 2008.
Mentre ci sono un numero impressionante di analisi,
statistiche, ricerche e commenti nel corso dell’anno,
alla fine gli utili societari sono il vero punto di arrivo,
la sintesi numerica di tutte le parole.
La scorsa settimana, i numeri di Alcoa, UPS e General
Electric hanno dato un primo assaggio. Che non è stato
particolarmente positivo. I numeri di UPS non sono
stati particolarmente brillanti e quelli di General Electric
lo stesso sotto le aspettative, con il titolo che ha perso
il 12% in una sola seduta. Leggi il resto
Un indicatore da tenere d’occhio - EF Report 244
La cosa più difficile nel mondo degli investimenti è
senza dubbio il timing.
Decidere se comprare oggi o domani può fare una
notevole differenza nei rendimenti, poiché un’azione
(o una commodity) può oscillare notevolmente da
una settimana all’altra.
Non è raro, soprattutto in periodi di grossa volatilità,
vedere un titolo o un indice oscillare del 5%, anche 10%
da una settimana all’altra e ovviamente alla fine dell’anno
decidere quando comprare incide molto sul rendimento. Leggi il resto
Come investire in questa ripresa dei mercati azionari - EF Report 243
Più o meno sette giorni fa, scrivevo qui che forse il
mercato azionario, raggiungendo i minimi di gennaio
poi ribaditi due volte a febbraio e marzo, aveva scontato
il peggio e che un possibile ciclo rialzista, magari di breve
periodo, poteva iniziare.
Sembra che la cosa si sia verificata ed ora, in questi
giorni, finalmente riusciamo ad avere qualche soddisfazione
dalle azioni.
Ora il problema è capire se questa è la fine dei ribassi
e l’inizio di una possibile inversione, oppure se effettivamente
sarà solo una pausa nell’ambito del mercato ribassista. Leggi il resto
Qualche buona notizia dal mercato azionario - EF Report 241
Giornali, siti internet e più in generale i media
finanziari e non solo, scrivono e parlano continuamente
dell’imminente crisi, anzi, dell’imminente catastrofe.
Il mondo del credito è in forte difficoltà, con una
crisi di fiducia, ancor prima che di liquidità, che
credo non abbia precedenti. E l’economia americana
sta già registrando segnali di rallentamento. Infine,
quasi tutti sostengono che la crisi si espanderà
raggiungendo presto anche l’Europa o addirittura
si sostiene che essa sia già arrivata.
A fronte di questo scenario tutt’altro che roseo,
cosa fa il mercato azionario? Cosa ci sta dicendo?
In questo momento, sono quasi sorpreso della reazione
del mercato azionario a tutte queste notizie. Leggi il resto
Perchè le azioni petrolifere e “resource” potrebbero non essere un buon investimento ora - EF Report 239.
In questi giorni, petrolio, oro, argento e commodity in
genere stanno registrando record storici e sembrano
continuamente indirizzati verso l’alto.
Per trarre beneficio dalla crescita di questi assets
esistono diverse modalità. Una che viene immediatamente
in mente sono le azioni di vari estrattori/produttori
di commodity, dalle società aurifere alle minerarie,
fino ad arrivare alle energetiche.
Tuttavia, a mio avviso questo non è il modo migliore
per guadagnare dalla crescita delle commodity. In altri
termini, chi investe nelle azioni del settore risorse naturali
potrebbe restare deluso nel vedere i propri titoli non crescere
nella stessa misura delle commodity che producono, o
addirittura nel vederli scendere. Leggi il resto