Giornate cruciali per i mercati azionari - EF Report 229.
Da un po’ di tempo scrivo che siamo entrati in un mercato
orso.
Oggia diamo un’occhiata ad un segnale grafico di lunghissimo
periodo che ci dice che siamo arrivati ad un punto cruciale.
Aprite un grafico dell’indice S&P500 su un sito qualsiasi (il
mio consiglio è bigcharts). Dopo aver aperto il grafico dell’indice
S&P500, selezionate un arco temporale decennale, quindi il
grafico “mensile”. Tra gli indicatori, inserite la media mobile
a 20 mesi.
La media mobile a 20 mesi è considerata un indicatore
particolarmente significativo dell’andamento di lungo periodo. Leggi il resto
Le migliori azioni per il 2008 - EF Report 222
Non è stato un buon inizio di 2008 il primo giorno di contrattazione per
chi investe in azioni. Gli indici, sia in America che in Europa, hanno perso
oltre l’1%.
Tecnicamente, siamo ancora tra i massimi di ottobre e i minimi di novembre
e dentro questa fascia, non c’è una direzione ben definita. Siamo cioè in
una situazione di mercato laterale. Solo alla rottura decisa di uno dei
due estremi (i massimi o i minimi) avremo una direzione più chiara da
“cavalcare”. Leggi il resto
Perché le persone perdono soldi con gli investimenti - EF Report 217
Quando su internet si trovano articoli e temi interessanti, credo
sia buona cosa cercare di diffonderle il più possibile.
Oggi, anziché presentare un articolo scritto di mio pugno voglio
presentarvi un testo scritto da Alessandro Pedone, consulente
indipendente ed esponente dell’ADUC - Investire Informati.
Mentre non sempre condivido quanto scrivono quelli dell’ADUC,
diciamo che un buon 70-80% è più che condivisibile.
In questo articolo, si cerca di rispondere al perché le persone, anche
quelle più intelligenti, perdono soldi con gli investimenti. Buona lettura. Leggi il resto
Perchè le società riacquistano le loro azioni - EF Report 216
Per un giorno abbandoniamo la FED, i tassi, le commodity e
la politica monetaria e torniamo un po’ alle origini, cercando di
individuare quando un buy-back di azioni è cosa buona ed è
un ottimo segnale per una società.
Ne avevamo già parlato in passato, ma di tanto in tanto è bene
ripassare queste cose, anche perché i buy-back sono tra i migliori
segnali della salute di una società. Leggi il resto
Bernanke ha deluso i mercati azionari - EF Report 215
La FED ha deciso per un taglio dei tassi dello 0,25%. Un taglio,
certo, ma non al livello atteso da Wall Street.
Wall Street avrebbe desiderato un’azione più “coraggiosa” da parte
di Bernanke, per sostenere una crescita economica che sta rallentando
a causa delle tensioni sul credito e sull’immobiliare.
Ma soprattutto, gli operatori avrebbero voluto un taglio anche sul
tasso di sconto, il tasso di riferimento del mercato interbancario, proprio
per venire incontro agli istituti finanziari in difficoltà nel reperire liquidità
a prezzi accettabili. Ricordate quanto scrivevo in passato: questa non
è tanto una crisi di liquidità, quanto una crisi di fiducia. Leggi il resto
C’è un orso alle porte - EF Report 210
Guardate un grafico azionario. Non importa se sia il Dow Jones o il nostro
S&PMib, l’Eurostoxx50 o lo S&P500.
Quello che vedrete sono una serie di picchi in cui ogni picco più recente
è più basso del picco precedente. Ed una serie di minimi, di “bottom,
dove ogni minimo è più basso del minimo precedente.
Questi sono tipici mercati ribassisti. Non importa se per qualche giorno
ci sarà qualche rally. Fino a che tali rally non saranno capaci di raggiungere
picchi più alti dei precedenti, difficilmente si potrà dire che questi mercati
stanno cambiando intonazione. Leggi il resto
Imparare a coprire il portafoglio sarà importante in questo 2008 - EF Report 209
Nonostante gli storni dell’ultimo periodo, il 2007 resta ancora (forse per poco?)
un anno positivo per i mercati azionari.
L’indice europeo è ancora positivo e lo stesso vale per i mercati USA. Il
DAX da inizio anno cresce addirittura del 15%.
Se fossimo investitori americani, avremo avuto in questo 2007 molte possibilità
di battere l’indice USA, che seppur positivo ha registrato un modesto aumento
del 2% circa.
Sarebbe bastato semplicemente andare oltrefrontiera e grazie all’apprezzamento
delle valute estere contro il dollaro si sarebbero ottenuti dei risultati notevoli e
comunque enormemente più elevati del modesto 2% ottenuto dall’indice. Leggi il resto