Inflazione
FED: tassi bassi fino al 2014!
Oggi la FED ha dichiarato che i tassi probabilmente
resteranno ai minimi ancora per diverso tempo. I rialzi
non sono attesi prima del 2014.
Riportando le parole della FED, “A meno che non ci siano
immediati segnali di forte ripresa dell’economia, non
c’è motivo di procedere a rialzi dei tassi, dato che
l’inflazione resta bassa. Ovviamente, dovessero cambiare
le condizioni, abbiamo tutta la flessibilità necessaria
per modificare i nostri programmi”.
Insomma, la FED non vede motivo di rialzare i tassi.
Del resto, con la disoccupazione ancora elevata e
l’inflazione che per ora non sembra un grosso problema,
non c’è alcun motivo per un rialzo.
Inoltre, in molti analisti c’è anche l’idea che potrebbero
essere intraprese anche ulteriori programmi di politica
monetaria espansiva, come ad esempio un ulteriore piano di
acquisto bond.
In altri termini, la FED continua il suo piano di espansione
di liquiditaa’, anche (soprattutto?) al fine di tenere bassi
i rendimenti dei titoli di stato.
Anche l’Europa, tramite la BCE, seguirà questa strada?
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ognicondizione di mercato e con bassa volatilita’
- un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-tradingche spesso si rivela un disastro
- alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————
Quale evoluzione per l’attuale sistema monetario?
Qualche giorno fa ho parlato dell’intervento della BCE e di
come essa sia riuscita a tamponare un po’ la situazione,
ma con i problemi che comunque restavano.
Ho concluso il post scrivendo:
“Una situazione, questa, che non ha facile soluzione se non
o il cambio dell’attuale sistema, o una forte iniezione di “droga
monetaria” che non solo compensi le perdite delle banche sui
titoli sovrani, ma che faccia arrivare loro la liquidità necessaria
per iniziare a concedere di nuovo credito”.
Premesso che la semplice droga monetaria sarebbe solo qualcosa
di temporaneo se tutto resta come ora, cerchiamo di capire meglio
come potrebbe evolvere l’attuale sistema.
A mio avviso, su questo fronte, due sono le opzioni.
La prima è quella di un sistema monetario sano ed onesto, senza
inflazione monetaria, con una base “reale” a copertura della moneta
emessa. La base reale probabilmente sarebbe oro e/o argento.
Ma è un punto di arrivo che richiede di percorrere una strada molto
tortuosa e comunque per rendere sostenibile il debito pregresso
dovrebbe avere un’immediata svalutazione.
Un’altra via è quella dell’emissione monetaria bypassando, seppur
indirettamente, il debito, cioè senza l’onere degli interessi sul
debito.
In parte, è la scelta intrapresa da Giappone ed USA, che pur
continuando ad usare il debito per l’emissione monetaria, grazie
all’intervento delle loro Banche Centrali di fatto pagano interessi
bassissimi (sul breve sotto l’1%, in alcuni casi vicini allo 0%)
e, quindi, di fatto è come se emettessero moneta senza l’onere degli
interessi.
Se non abbiamo un cambio radicale del sistema attuale, con una evoluzione
verso una moneta a copertura reale, è probabile che questa seconda
opzione sia l’unica via.
Sicuramente, di questo argomento parleremo molto nel corso del 2012.
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ognicondizione di mercato e con bassa volatilita’
- un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-tradingche spesso si rivela un disastro
- alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————
I mercati non sembrano rassicurati da Monti, per ora.
La scorsa settimana si è conclusa con le dimissioni di
Silvio Berlusconi dalla carica di Primo Ministro italiano,
dopo che il paese era finito al centro dell’attenzione dei
mercati finanziari, che avevano portato lo spread tra
BTP e Bund a livelli superiori al 5% e i rendimenti oltre
il 7%.
Ora l’esecutivo è in mano a Mario Monti, che formerà un governo
composto pressochè di soli tecnici.
Raramente ho scritto note politiche su questa newsletter, ma
mai come questa volta l’Italia è stata importante per i mercati
finanziari.
Le prime bettute non vedono una netta inversione di marcia di
spread e rendimenti dei BTP, segno che i mercati sono ancora
preoccupati.
Il paese ha grandi problemi. Un problema di debito e di conti pubblici.
Ma prima di tutto un problema di crescita. Se il paese crescesse, senza
esagerare, del 2-3% l’anno per un decennio, già con un semplice
pareggio di bilancio sarebbe possibile abbattere di molto il rapporto
debito/PIL.
Ma attualmente, questi livelli di crescita sono un miraggio.
L’Italia da diverso tempo fa fatica a crescere oltre l’1%. E una
recessione nel mondo e in Europa sembra alle porte.
Grandi speranze di vedere una crescita maggiore non ci sono.
Nel nostro sistema monetario, iniezioni di liquidità ed espansioni
monetarie favoriscono i consumi e la crescita.
E sempre nel nostro sistema monetario, la moneta non è solo quella
cartacea o elettronica.
Anche i titoli di stato ed il credito sono moneta.
Ora, però, in Italia i titoli di stato dovranno diminuire (per
ridurre il debito) e il credito bancario è in rallentamento, anzi
probabilmente in calo. E questo da tempo.
In altri termini, in Italia abbiamo, al momento, una vera e propria
deflazione monetaria. E’ una cosa che c’è ovunque in Europa (e anche
in USA, forse), siamo sicuramente in fase di “deleverage”. Ma in
Italia la cosa è probabilmente accentuata.
E questo sicuramente non favorirà la crescita.
Forse avremo delle giornate di calo della volatilità, ma a mio avviso
credo che avremo ancora diversi colpi di scena in questa crisi.
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ognicondizione di mercato e con bassa volatilita’
- un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-tradingche spesso si rivela un disastro
- alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————
Correzione sull’oro?
Torniamo con gli articoli free di Educazione Finanziaria dopo la
pausa estiva ed iniziamo con il tema dell’oro.
Durante i ribassi degli indici azionari degli ultimi mesi, l’oro è
stato sicuramente l’investimento che ha retto meglio. Da inizio
luglio ad oggi la crescita del metallo giallo è stata del 26%,
sovraperformando enormemente il mercato azionario.
Il rischio è che sull’oro si stia generando una situazione simile
a quella dell’argento di qualche mese fa e quindi, dopo questa
forte crescita, non è da escludere una correzione.
Personalmente non credo che questa correzione rischi di compromettere
il Bull Market di lungo termine sull’oro, ma nel breve potrebbe essere
saggio togliere qualcosa “dal tavolo”.
Il discorso vale soprattutto per chi è molto esposto sul metallo
giallo, con allocazioni superiori al 15-20% del capitale totale.
Sotto questo livello, invece, un’eventuale correzione potrebbe
essere usata per accumulare.
Attualmente, c’è già stata una correzione dai massimi nell’ordine
del 5% circa. Questa correzione, a mio avviso, dovrebbe diventare
ancora più ampia. Quindi, quando saranno in molti a dire che la
“bolla dell’oro” è ormai scoppiata, il rialzo dovrebbe riprendere.
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ogni
condizione di mercato e con bassa volatilita’ - un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-trading
che spesso si rivela un disastro - alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————
Se il prezzo del petrolio scendesse?
Da quando questo blog è partito (parliamo del 2004 sottoforma di
newsletter), tra i temi d’investimento abbiamo sempre
avuto una costante, e cioè un prezzo del petrolio sostanzialmente alto
ed in salita, con una parentesi, piuttosto breve temporalmente, del crollo tra
la seconda parte del 2008 e l’inizio 2009. Crollo a cui, però, è seguito un robusto
rebound.
Qualche settimana fa il petrolio scese un po’, dopo un forte rialzo in
concomitanza con la guerra in Libia.
Il prezzo del greggio tutto sommato sostenuto è ormai una costante che
molti investitori considerano scontata, ma cosa succederebbe se il
prezzo scendesse ed il ribasso fosse un nuovo trend?
Il prezzo del petrolio è un “peso” reale per le economie occidentali.
Si stima, solo per gli USA, che 10$ sul prezzo (in più o in meno) generi
una differenza nella crescita del PIL di 0.5 punti percentuali.
Un calo importante del prezzo del petrolio, quindi, può avere un ruolo
di vero e proprio stimolo, al pari di un nuovo QE, la cui “terza edizione”
sembra ora abbastanza improbabile.
Non dimentichiamoci che il petrolio è una materia prima molto politica
e che in molti enti ed agenzie internazionali che in qualche modo possono
influenzare il greggio (ad esempio l’IEA – International Energy
Agency) il peso americano è notevole e questo “peso” potrebbe spingere
per avere prezzi più bassi.
Questa ovviamente non è una certezza e, come sempre, quello che
seguiremo sarà il trend. Solo in questo modo potremo capire veramente
quale sarà la direzione.
Ma iniziare a considerare la possibilità di una netta inversione di tendenza
è un esercizio che può tornarci utile.
E in caso di ribasso del prezzo del petrolio, chi ne guadagnerà di più?
A mio avviso, i paesi emergenti.
Infatti, è verso questi paesi che si è spostata e si sta ancora spostando la
produzione industriale e sono questi paesi che stanno vedendo i consumi
energetici in aumento. L’aumento del petrolio dell’ultimo periodo, insieme
all’aumento delle materie agricole, è stata una delle principali cause
di una preoccupante inflazione. Il calo del greggio, al contrario, potrebbe
liberare varie risorse e spingere verso una ripresa della crescita economica
che, nell’ultimo anno, è stata rivista un po’ in calo.
Vedremo nei prossimi mesi…
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ogni
condizione di mercato e con bassa volatilita’ - un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-trading
che spesso si rivela un disastro - alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————
Solo l’inflazione puo’ risolvere il problema del debito pubblico
Da diversi mesi, si sta ponendo il problema dei debiti pubblici
dell’area euro.
Ovviamente, il paese sotto maggiore osservazione e’ la Grecia.
Portogallo e Irlanda sono altri due paesi a rischio e di recente
si stanno avanzando dubbi anche su Spagna e Italia.
Si stanno proponendo diverse idee su come risolvere questi
problemi e, giustamente, molto si concentra sul tema del
rigore fiscale.
Ma a mio avviso, pensare di risolvere il problema dei debiti
pubblici con il solo rigore fiscale e’ alquanto irrealistico.
Con debito pubblico oltre il 100%, ma anche al 70-80%, il peso
degli interessi, seppur bassi, diventa una zavorra eccessiva per
ogni economia matura che non può più crescere del 5-6% annuo.
Il rigore fiscale e di bilancio è sicuramente utile, anzi essenziale,
per evitare luna spirale negativa, ma di per se non potrà mai permettere
di riportare il debito a livelli più bassi.
Solo il mix crescita ed inflazione può riuscirci.
Non potendo contare troppo sulla prima componente, la seconda
diventa inevitabile.
Chi gestisce la finanza a livello sia di stati, sia a livello internazionale,
è consapevole di questo. Infatti, l’inflazione è già un dato di fatto.
La leva che permette l’aumento dei prezzi, cioè la creazione di moneta,
è già fortemente usata, in particolare negli USA.
Gli attuali debiti pubblici, è un dato di fatto, sono sostanzialmente impagabili
e difficilmente ridimensionabili, considerando anche le resistenze politiche.
E storicamente, gli alti debiti pubblici, generalmente presenti durante o
subito dopo le guerre, sono stati risolti con alti tassi di inflazione.
Questa volta, a mio avviso, non sarà diverso.
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ogni
condizione di mercato e con bassa volatilita’ - un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-trading
che spesso si rivela un disastro - alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————
Cosa puo’ far scendere i metalli preziosi
Recentemente abbiamo visto un forte calo sui metalli
preziosi.
Quali sono i motivi di questo calo?
Personalmente, ritengo prevalentemente speculativi e
da considerare come correzione nell’ambito del trend
di lungo termine.
Si e’ parlato molto dell’aumento dei margini relativamente
al trading sull’argento e sicuramente questo ha inciso
molto, dal momento che proprio l’argento ha pagato
maggiormente dazio.
E anche il fatto che molti operatori volessero portare a
casa i profitti dopo questo forte rialzo ha indubbiamente
giocato un ruolo importante.
Queste, comunque, sono prevalentemente elementi di
breve termine che non dovrebbero modificare il trend
di lungo periodo che, al momento, resta rialzista, anche se
ulteriori correzioni non sono affatto da escludere.
A mio avviso, infatti, non e’ ancora scattato il principale
nemico dei metalli preziosi.
Quale?
Semplice, il rialzo dei tassi di interesse reali.
Il discorso e’ molto semplice. Un investitore puo’
investire 1.000 euro (o dollari) in oro o argento
o platino, ad esempio.
Questo impiego non paga interessi e non paga dividendi.
Quando liquidera’ l’investimento, se il prezzo del metallo
sara’ salito avra’ piu’ euro (e quindi un guadagno), se sara’
sceso una perdita.
Ma non e’ importante solo guadagnare. E’ importante
anche guadagnare di piu’ rispetto ad un impiego di capitale
a rischio ridotto.
Semplificando, se l’investitore impiega i 1.000 euro, ad esempio,
in titoli tedeschi che rendono l’1% annuo, dopo un anno avra’
1.010 euro. Da un impiego in metalli preziosi, quindi, si aspetterebbe
almeno questo risultato.
Seppur a fasi alterne nella storia e con una certa volatilita’, si puo’
dire che i metalli preziosi coprono dall’inflazione dei prezzi.
Quindi, l’inflazione e’ uno dei driver piu’ importanti relativamente
al prezzo di preziosi. Se l’inflazione e’ alta, ci si puo’ ragionevolmente
aspettare una buona performance dai preziosi, viceversa se
l’inflazione e’ bassa.
Se i tassi nominali sono “nemici” dei preziosi, mentre l’inflazione e’
“amica”, possiamo arrivare alla conclusione.
Piu’ e’ alto il rendimento di un’obbligazione free-risk in termini reali
e piu’ e’ costoso detenere metalli preziosi.
Di conseguenza, all’aumento dei tassi reali il rischio di un’inversione
di lungo termine sui preziosi diventa piu’ probabile, dato che gli
investitori troveranno sempre piu’ alto il costo-opportunita’ di rinunciare
agli interessi.
Ad oggi, non abbiamo avuto nulla di tutto questo, visto che l’aumento
dei tassi e’ stato accompagnato (e anche battuto) dalla crescita
dell’inflazione, pertanto io resto ancora piuttosto positivo nel lungo periodo
su questa classe di investimento.
——————————————————————————
Costruisci un portafoglio a prova di crisi
Se ritieni interessanti i nostri articoli, potresti provare il nostro servizio
premium Trend e Strategie di Investimento. Con 84 euro annui, riceverai
l’abbonamento annuale comprensivo di:
- 52 edizioni settimanali della newsletter
- 2 portafogli modello che ad oggi hanno ben performato in ogni
condizione di mercato e con bassa volatilita’ - un servizio orientato al medio-lungo termine. No day-trading
che spesso si rivela un disastro - alert per ogni operazione di acquisto o vendita
La strada per la sicurezza finanziaria richiede di risparmiare ed investire
in un portafoglio capace di apprezzarsi nel tempo in modo da sfruttare
in pieno la “magia dell’interesse composto“. Trend e Strategie di Investimento
ti aiuterà in questo processo e lo fara’ in modo semplice e alla portata di
tutti.
Per saperne di più, clicca qui: http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm
——————————————————————————