Hai dei fondi monetari? Allora leggi bene questa edizione. - EF Report 167
Durante le giornate difficili di metà agosto, alcuni fondi monetari facenti
capo a BNP Paribas hanno perso in un giorno lo 0,80%.
Mentre questa percentuale di perdita non è elevatissima considerando
le perdite dei mercati azionari, esse non sono affatto irrilevanti per una
classe di investimento che ha lo scopo principale di preservare il capitale
e tenerlo parcheggiato in attesa o di essere speso o investito quando si
presenterà l’occasione. Leggi il resto
Chi è responsabile del “credit crunch”. - EF Report 162
La crisi dei mutui subprime ha dato una sferzata ai mercati
finanziari e potrebbe non passare molto tempo prima che essi
impattino anche sull’economia reale.
Mentre sui mercati, grazie soprattutto al nuovo denaro pompato
dalle banche centrali, sembra essere tornata almeno per ora una
certa normalità, l’eventuale ripercussione sulla nostra vita quotidiana
potrebbe essere più difficile da superare. Leggi il resto
Da dove può arrivare la minaccia per il sistema finanziario. - EF Report 155
In un recente meeting privato e non aperto al pubblico (di cui
sono pubblici solo alcuni estratti grazie ad alcuni editori che
avevano accordi speciali con gli organizzatori del meeting),
l’ex “capo” della FED Alan Greespan ha rilasciato importanti
dichiarazioni sull’attuale sistema finanziario e ha ripassato anche
un po’ della sua storia. Leggi il resto
La debacle delle obbligazioni. - EF Report 147
Se il vostro portafoglio ha al suo interno dei titoli obbligazionari
e oltre ad incassare le cedole tenete sotto controllo il prezzo del titolo,
nelle ultime settimane avete probabilmente assistito ad un notevole
calo delle quotazioni.
Il prezzo delle obbligazioni è inversamente correlato al rendimento
delle stesse. Più sono alti i tassi di interesse e più diminuisce il prezzo.
Infatti, quando sul mercato vengono emessi nuovi titoli con
rendimenti via via più elevati, le obbligazioni già in circolazione
che avevano cedole più basse debbono diminuire di prezzo,
in modo che il rendimento complessivo si allinei a quello dei nuovi
titoli emessi. Leggi il resto
L’eterna alternativa: azioni o immobili? - EF Report 134
Nel corso dell’ultimo mese, su un forum finanziario italiano
abbastanza popolare chiamato Cobraf, c’è stato un certo dibattito,
con numerosi interventi e presentazione di statistiche e dati storici,
sull’eterno dilemma: meglio le azioni o gli immobili?
Su Educazione Finanziaria abbiamo già presentato le diversità
tra le due alternative nell’edizione 105, ma forse è il caso
di ritornare sulla questione. Leggi il resto
Il Debito dei Ricchi - EF Report 133
Non passa giorno in cui, sui sisti finanziari di tutto il mondo
o sulla stampa specializzata, non si legge dell’enorme debito
americano, in particolare del debito accumulato dai privati.
Buona parte di questo debito viene contratto dalle fasce medio-basse
per acquistare beni di consumo (elettrodomestici, automobili, moto),
per pagare le vacanze, nel migliore delle ipotesi per comprare una
casa che non si sarebbero mai potuti permettere.
Tuttavia, una parte rilevante di questo debito, difficile da
credere, viene contratto dai ricchi.
Ad esempio, pochi mettono in risalto che oggi, l’1% degli americani
più ricchi è debitore per il 7% del totale del debito privato.
Questo debito dei ricchi sta crescendo sempre di più. Rispetto al 1998,
il debito detenuto dall’1% più ricco è cresciuto del 150%. Questo solo per
ciò che riguarda i debiti privati. Ma anche i debiti delle piccole e medie
società stanno salendo e se consideriamo che spesso queste piccole e
medie società sono in mano alla parte più ricca della popolazione,
il risultato è che il debito complessivo detenuto dalla fascia più ricca
è ancora maggiore.
Se però consideriamo che, come ho scritto più volte anche qui, i ricchi
stanno diventando sempre più ricchi, probabilmente c’è un ragionamento
da fare.
Come i ricchi usano il debito.
La differenza tra questo elevato valume di debito e quello detenuto
dalle fasce meno ricche è come il debito viene utilizzate. Mentre la fasce
meno abbienti, come ricordato usano il debito per acquisti che si
deprezzano in breve tempo (tranne gli immobili, il cui apprezzamento
è però ora pieno di incognite), i ricchi usano i debiti per investire.
Per molti aspetti, queste persone fanno, in prima persona, quello che
fanno gli hedge funds e gli speculatori (magari hedge funds di cui i ricchi
sono maggiori azionisti o addirittura fondatori/gestori). Prendono a prestito
a tassi inferiori rispetto a quanto, potenzialmente, possono ottenere come
rendimento dagli investimenti.
Immaginiamo che una persona ha 1.000.000 di euro (o di dollari) che
può impiegare in un investimento che potenzialmente può rendere il 15%.
Se questa persona prende a prestito ed impiega sullo stesso investimento
un altro 1.000.000 euro al 5%, complessivamente otterrà come rendimento
300.000 (se il 10% potenziale si concretizza) e pagherà 50.000 euro di
interessi. Il netto dell’operazione è 250.000 euro, che sul 1.000.000
originariamente impiegato fa il 25% di rendiemento. Molto di più rispetto
al 15% che avrebbe ottenuto se non si fosse indebitato.
Naturalmente, il debito e l’effetto leva ha una doppia faccia. Se esso può
amplificare i guadagni, può anche amplificare le perdite. Ma dopo quattro
anni di rendimenti positivi delle borse (e degli immobili) e dopo che i tassi,
in particolare negli anni passati, sono stati molto bassi, la propensione al
rischio è cresciuta anche presso le fasce più alte. O meglio, anche le fasce
più alte hanno meno percezione del rischio ed una forte confidenza sulle
potenzialità dei loro investimenti.
Debito buono vs. Debito cattivo
Nonostante questo, l’uso del debito per acquisire assets che si rivalutano
è un modo intelligente di usare il debito, almeno finché non si eccede con
l’effetto leva. Al contrario, indebitarsi per acquisire beni che si svalutano
in breve tempo (il caso emblematico sono le automobili, soprattutto
quelle sportive, di lusso e/o di alta cilindrata, ma anche l’ultimo modello
di TV LCD) è la strada sicura verso la difficoltà finanziaria.
Le persone che fanno questo, vanno incontro ad una vita in cui
dovranno lavorare sempre di più e sempre più duramente solo per pagare
i debiti, mentre non potranno mai contare sui rendimenti dei loro assets quale
fonte aggiuntiva di entrata. Il mio suggerimento è di non usare il debito,
o di usarlo solo ed esclusivamente nel primo modo.
Il tuo educatore
Roberto.
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..
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Il Moderno Sistema Finanziario - EF Report 128
Ora ti spiego come funziona la finanza del terzo millennio.
Tutto potrebbe cominciare da un immobile in California o in
un altro stato degli USA. Ma potrebbe essere a Londra,
Dublino, o in un altro paese anglosassone. Più difficile che sia
uno dell’Europa continentale o di quella mediterranea, ma non
è comunque escluso (eventualmente, la Spagna è un buon
candidato in cui cercare). Leggi il resto