Bolle speculative

Vincere incertezza e volatilita’ con i metalli preziosi

Siamo reduci da alcune delle giornate piu’ volatili degli
ultimi anni. Anzi, forse di tutta la storia dei mercati.

L’Europa sta affrontando la sua piu’ grave crisi finanziaria,
laquale potrebbe mettere a rischio la stessa sopravvivenza
dell’euro, mentre gli USA per la prima volta hanno perso la
tripla A.

Anche se ora le acque si sono un po’ calmate (ed era ora!),
le fondamenta dell’attuale sistema finanziario sono tutt’altro
che solide e sono diverse (e giustificate) le preoccupazioni
per i prossimi mesi. L’autunno potrebbe essere molto movimentato.

In questa fase di incertezza, i chiari vincitori sono i metalli
preziosi, dato che storicamente questi investimenti sono visti
come “safe heaven” nei momenti difficili.

In particolare, l’oro ha ora fatto nuovi massimi ed ha rotto
importanti resistenze.

Il metallo giallo sta attirando l’attenzione di molti. Per la prima
volta nella sua storia ha superato il prezzo del platino, che pure
sta andando piuttosto bene.

In questo momento, ci sono persino diverse voci che rilanciano per
un nuovo gold standard, visto che molti si sono accorti che le “fiat
valute” sono troppo instabili e possono essere “prodotte”, quindi
inflazionate, con estrema facilita’.

L’oro, invece, essendo una riserva di valore “fisica”, non ha questo
problema. Molti governi e banche centrali di paesi piccoli e grandi
stanno aumentando l’importazione di oro per diversificare ulteriormente
le loro riserve.

Il portafoglio del nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento
e’ da sempre molto investito in oro e suggerisco a tutti di tenere una
buona allocazione su questo metallo anche per i prossimi mesi.

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Due banche centrali, due risposte diverse

La BCE ha iniziato ad alzare i tassi alcune settimane fa. L’aumento
dell’inflazione, misurata dagli indici ufficiali, sta iniziando a spaventare
gli esponenti della BCE, che con questo rialzo dei tassi cercano di dare al
mercato il segnale che una crescita troppo sostenuta dei prezzi non
sarà tollerata.

Per contro, negli USA i prezzi stanno aumentando piu’ o meno come in
Europa, ma sembra che la FED, al momento, non sia intenzionata ad
alzare i tassi.

In linea generale, Europa ed USA sono economicamente più o meno
in situazioni simili. Cambiano un po’ i numeri, ma la sostanza è la stessa.

L’economia ha iniziato a riprendersi e mostri segni di crescita abbastanza
buoni, ma questo a discapito dei bilanci pubblici che mostrano deficit
spesso rilevanti e debiti pubblici in aumento. Entrambe le banche centrali
hanno aumentato notevolmente la massa monetaria.

Poi, come dicevo, ci sono varie sfumature, anche abbastanza importanti, che
sono differenti. Ma la sostanza è abbastanza simile.

Come mai di fronte ad una situazione economica simile le risposte delle due
Banche Centrali sono state diverse?

A mio avviso, e anche secondo alcuni analisti, le Banche Centrali agiscono
per evitare il ripetersi dei loro maggiori errori e fallimenti. Infatti, le Banche
Centrali, manipolando a loro piacimento le masse monetarie, hanno spesso
commesso errori che hanno avuto notevoli ripercussioni sull’economia dei
rispettivi paesi.

Quali sono stati i maggiori errori di FED e BCE?

Per quanto riguarda la FED, il suo maggiore fallimento fu la Grande Depressione.

Tra la fine del 1929 e i primi anni ’30, una grande crisi economica si abbatté
sull’America e su altri paesi anche europei, ma sicuramente fu negli USA a colpire
maggiormente. I risultati della Depressione furono milioni di disoccupati,
contrazione del PIL, fallimenti a catena di banche e aziende e, soprattutto, deflazione.
Uno dei pochi casi della storia dove ci fu una vera e propria contrazione dei prezzi.

Le motivazioni della Grande Depressione sono varie e diverse scuole economiche
(keynesiani, austriaci, monetaristi) hanno dato chiavi di interpretazione diverse. Tuttavia,
la posizione monetarista è molto “pesante” negli USA e secondo tale posizione la
Grande Depressione si materializzò perché la FED non aumentò adeguatamente la
massa monetaria al fine di bilanciare la distruzione della medesima a seguito dei
fallimenti bancari.

Risultato è che negli USA la FED presta particolare attenzione al fatto che gli
aggregati monetari crescano adeguatamente, in modo da evitare il ripetersi di un
evento simile alla Grande Depressione. Per la FED, la deflazione va evitata usando
ogni strumento possibile.

In Europa, la BCE è essenzialmente erede della Banca Centrale di Germania,
la Bundesbank. L’errore maggiore della Bundesbank nella sua storia fu l’iperinflazione
nella Germania di Weimar, che secondo molti provocò poi il caos e le problematiche
che favorirono l’ascesa del nazismo.

In ogni caso, l’errore da evitare per la BCE è l’iperinflazione. In Europa, nonostante
le varie crisi economiche, probabilmente non si è mai vissuta un’esperienza come la Grande
Depressione, quindi non c’è grande consapevolezza circa gli effetti di una forte deflazione.

Invece, c’è grande consapevolezza di cosa può portare un aumento eccessivo degli
aggregati monetari e gli effetti sui prezzi. E’ ovvio, quindi, che dopo il forte aumento
della massa monetaria degli ultimi anni, messa in atto per fronteggiare la crisi
economica del 2008/2009 prima e la crisi dei PIIGS del 2010 poi, queste prime
avvisaglie di aumento dei prezzi iniziano a spaventare.

Conclusioni

A mio avviso, combinando quanto detto sopra, il risultato potrebbe essere che
nei prossimi mesi gli asset americani (indici azionari) ed anche i metalli preziosi espressi
in dollari, potrebbero continuare a muoversi verso l’alto, facendo anche meglio, dal
punto di vista nominale, degli indici europei. Il dollaro, tuttavia, potrebbe essere debole
ancora per diverso tempo, salvo che i problemi dei PIIGS tornino a mettere paura.

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Perche’ oro e argento continuano a salire?

Sono state date diverse motivazioni, molte delle quali corrette.

Tra queste, recentemente una serie di motivi a mio avviso molto corretti
li ha forniti la Bank of Japan, parlando dell’aumento del prezzo delle commodity.
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L’argento e’ salito troppo?

L’argento è molto forte ormai da mesi, quindi la sua rottura dei massimi,
per certi versi, potrebbe anche far poca notizia.

Molto interessante, invece, la forza dell’oro, che ha rotto massimi che,
sostanzialmente, resistevano da novembre 2010.

Siamo in bolla?

Domanda che si sente da tempo.

Beh, vediamo la situazione sull’argento.
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L’intensità del Bull Market: uno sguardo alla storia.

A marzo 2009, il Bear Market che accompagnò la grande
crisi del 2008 arrivò al suo punto di minimo sui mercati occidentali
di USA ed Europa. Da allora, iniziò l’attuale Mercato Toro che,
quindi, è ormai giunto alla durata di due anni.

Per la precisione, ad oggi sono circa 102 settimane.

Può essere interessante, a questo punto, vedere l’intensità di
questo Toro ed osservare la sua forza rispetto ai “Tori” del
passato.
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Tassi in rialzo e rischi per le azioni

Da qualche tempo sto scrivendo che uno dei principali rischi
per i mercati azionari sono i tassi che stanno salendo.

Al momento, i tassi sono ancora bassi, ma come dicevo in risalita
salita.

Vediamo cosa significa questo dando uno sguardo alla storia.
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Conoscere le caratteristiche delle azioni.

Nell’ultimo post ho scritto dell’importanza delle azioni
come classe di investimento e della loro funzione per far
crescere il portafoglio.

Ho concluso pero’ il post dicendo anche che bisogna fare
attenzione. Le azioni vanno conosciute bene e bisogna
stare attenti ad alcuni rischi.
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