Bolle speculative
Previsioni per il 2012: Ed Harrison di Credit Writedowns
Concludiamo oggi la breve serie di previsioni da
vari analisti e strategist con Ed Harrison di Credit
Writedowns.
1 – Romney vincerà la corsa elettorale USA
2 – La Cina vedrà la sua crescita ridursi notevolmente
(hard landing)
3 – L’India seguirà la Cina e forse la sua crescita si
ridurrà ancora di più.
4 – L’equity europeo sovraperformerà quello mondiale
5 – La crescita USA sarà sotto il 3%
6 – Il PIL tedesco rallenterà notevolmente
7 – L’oro avrà il suo primo anno negativo dopo molto tempo
8 – Il real estate australiano concluderà la sua crescita/bolla
9 – La Grecia dovrà fare nuovi haircut sul debito
10 – La BCE sarà più aggressiva nella sua politica monetaria
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L’intervento della BCE
La scorsa settimana è stata particolarmente importante,
perchè ha vist l’intervento della BCE a sostegno del
sistama bancario europeo.
Tecnicamente, l’intervento si è presentato nel modo seguente.
La BCE ha fornito finanziamenti illimitati per la durata di
3 anni ed al tasso dell’1% alle banche richiedenti.
Queste, in cambio, dovevano mettere dei titoli a garanzia.
Le banche italiane hanno creato direttamente “in casa” i
titoli da mettere a garanzia sfruttando il recente
“Decreto Salva Italia”, il quale, per permettere questa
operazione, ha fornito la propria garanzia governativa
sui titoli emessi dalle banche. A questo punto, le banche
hanno usato i titoli garantiti per ottenere i finanziamenti
delle BCE.
Per capire la dimensione dell’operazione, le richieste sono
state complessivamente pari a 490 miliardi di euro e questo
è anche solo il primo degli interventi previsti, dato che
un’operazione simile è già in calendario per la fine di
febbraio.
Quello che è chiaro è che la BCE ha ora intrapreso la stessa
strada della FED per risolvere l’attuale crisi. La strada
dell’espansione monetaria.
Una strada che, se si vuole preservare l’attuale sistema, è
forse attualmente l’unica. Anzi, data la crisi in corso e la
sua entità, le dimensioni dell’intervento sono forse ancora
troppo piccole e bisognerebbe espandere di più la liquidità.
Infatti, è ormai chiaro che questa crisi è una crisi
prevalentemente bancaria prima ancora che economica
e/o industriale. Nel nostro sistema di moneta “fiat”, il credito
è essenziale per alimentare l’attività economica ed il
continuo aumento della “droga” negli ultimi decenni rende ancora
più importante l’espansione.
Di fatto, oggi non solo il sistema economico va in enorme
difficoltà in caso di distruzione di massa monetaria (in
senso ampio, quindi compreso il credito), ma si trova spiazzato
anche in caso di massa stabile o che cresce in modo insufficiente.
E, almeno in Europa, la massa monetaria si sta riducendo. Inoltre,
all’interno dell’area non tutti i paesi sono uguali.
Con la caduta dei titoli sovrani dei paesi PIIGS, sostanzialmente
in questi paesi la massa monetaria si sta distruggendo, con tutte
le conseguenze che stiamo vedendo. L’Italia è un caso emblematico.
Da noi la massa monetaria sta subendo un continuo calo da diversi
mesi, a causa delle sempre maggiori insolvenze, delle perdite sui
titoli di stato che subiscono le banche quando si trovano a dover
liquidare i propri titoli di stato e per il fatto che queste non
stanno praticamente più concedendo credito.
Una situazione, questa, che non ha facile soluzione se non
o il cambio dell’attuale sistema, o una forte iniezione di “droga
monetaria” che non solo compensi le perdite delle banche sui
titoli sovrani, ma che faccia arrivare loro la liquidità necessaria
per iniziare a concedere di nuovo credito.
In un prossimo post vedremo meglio queste due soluzioni.
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Domande e Risposte – Parte 2
Proseguiamo con la seconda ed ultima parte della nostra serie di
domande e risposte.
Domanda: quale banca sta meglio e quindi da preferire e quale peggio
e quindi da evitare?
Risposta: ritengo questo quesito del tutto superfluo. Il sistema finanziario
è così interconnesso che in caso di evento shock una banca che ora sembra a
rischio potrebbe salvarsi (perchè magari poco esposto a tale evento), mentre
altre che oggi sembrano sicure salvarsi. In generale, tutto il sistema bancario
è in cancrena.
Domanda: se volessi detenere strumenti in valuta, quali strumenti usare?
Risposta: fondi monetari, obbligazioni in valuta, conti in valuta o all’estero.
Se detenuti presso una banca italiana e questa dovesse fallire, potreste avere
dei problemi tecnici, ma la legge dice che sono strumenti di vostra proprietà
ed in semplice custodia, quindi in tempi più o meno lunghi dovreste essere in
grado di disporne. Il discorso non vale in caso di conti in valuta, che seguono
lo stesso concetto dei depositi in euro.
Domanda: dovrei comprare casa, è un buon momento per fare un mutuo o meglio
aspettare?
Risposta: in questo momento è una domanda pressochè superflua.
Il problema non è quando fare il mutuo, ma se si riuscirà a farlo. Le banche
stanno chiudendo i rubinetti. Il diktat dall’alta direzione degli istituti è
di rientrare da ciò che è in essere e di erogare con estrema parsimonia
(leggi, evitare di erogare). Comunque, se avete la fortuna di essere tra i
pochi affidabili e di lavorare con un istituto che continua ad erogare, forse
meglio attendere perchè ora gli spread sono molto ampi. Data la situazione e
la congiuntura, o calano gli spread, o crollano i prezzi. In entrambi i casi,
si dovrebbero fare migliori affari sull’immobiliare tra qualche tempo.
Domanda: ricapitolando, come proteggersi? Oro, contante, immobili…?
Risposta: brevemente, alcuni pro e contro dei vari investimenti.
- Oro/Preziosi di carta (ETC): Pro: bassi costi di gestione, buona performance
in caso di tensione sui mercati. Contro: gli emittenti nei fatti potrebbero
non detenere tutto l’oro del NAV ma solo una percentuale.
- Oro fisico: pro: è tangibile, preserva valore, lo vedete, lo toccate, è
vostro. Contro: costa mantenerlo, assicurarlo, è a rischio rapina.
- Contante: Pro: finchè ha corso legale è ottimo, è vostro, nessuno ve lo
tocca. Contro: se cessa la valuta potrebbe non valere nulla, se cambia valuta
sono l’Italia potrebbero requisirlo, rischio rapina, rischio che il fisco vi
metta gli occhi addosso se prelevate grosse cifre.
- Immobili: Pro: è comunque un bene tangibile, le quattro mura, accada quel
che accada, restano. Contro: è facilmente tassabile (e lo sarà), costa
mantenerlo, in un paese vecchio e stagnante come il nostro probabilmente si
apprezzerà poco e renderà poco se messo a reddito. Inoltre, la bolla potrebbe
non essere ancora del tutto smaltita.
- Obbligazioni: Pro: pochi; se di buon emittente garantisce il capitale e un
rendimento. Contro: in caso di credit crunch prolungato la qualità di molti
emittenti calerà notevolmente, così come i default; c’è ancor auna bolla
sulle obbligazioni (soprattutto su quelle governative dei paesi ritenuti
sicuri).
- Delocalizzazione/Depositi su conti esteri: Pro: mette relativamente al
riparo in caso di default del paese, oggi aprire un conto estero è comunque
abbastanza facile. Contro: se il sistema bancario del paese va in default
potrebbero esserci problemi a rimpatriare fino a che le banche non tornano
operative, in caso di patrimoniale difficilmente si sfuggirebbe, per il
resto non molti.
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Correzione sull’oro?
Torniamo con gli articoli free di Educazione Finanziaria dopo la
pausa estiva ed iniziamo con il tema dell’oro.
Durante i ribassi degli indici azionari degli ultimi mesi, l’oro è
stato sicuramente l’investimento che ha retto meglio. Da inizio
luglio ad oggi la crescita del metallo giallo è stata del 26%,
sovraperformando enormemente il mercato azionario.
Il rischio è che sull’oro si stia generando una situazione simile
a quella dell’argento di qualche mese fa e quindi, dopo questa
forte crescita, non è da escludere una correzione.
Personalmente non credo che questa correzione rischi di compromettere
il Bull Market di lungo termine sull’oro, ma nel breve potrebbe essere
saggio togliere qualcosa “dal tavolo”.
Il discorso vale soprattutto per chi è molto esposto sul metallo
giallo, con allocazioni superiori al 15-20% del capitale totale.
Sotto questo livello, invece, un’eventuale correzione potrebbe
essere usata per accumulare.
Attualmente, c’è già stata una correzione dai massimi nell’ordine
del 5% circa. Questa correzione, a mio avviso, dovrebbe diventare
ancora più ampia. Quindi, quando saranno in molti a dire che la
“bolla dell’oro” è ormai scoppiata, il rialzo dovrebbe riprendere.
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Vincere incertezza e volatilita’ con i metalli preziosi
Siamo reduci da alcune delle giornate piu’ volatili degli
ultimi anni. Anzi, forse di tutta la storia dei mercati.
L’Europa sta affrontando la sua piu’ grave crisi finanziaria,
laquale potrebbe mettere a rischio la stessa sopravvivenza
dell’euro, mentre gli USA per la prima volta hanno perso la
tripla A.
Anche se ora le acque si sono un po’ calmate (ed era ora!),
le fondamenta dell’attuale sistema finanziario sono tutt’altro
che solide e sono diverse (e giustificate) le preoccupazioni
per i prossimi mesi. L’autunno potrebbe essere molto movimentato.
In questa fase di incertezza, i chiari vincitori sono i metalli
preziosi, dato che storicamente questi investimenti sono visti
come “safe heaven” nei momenti difficili.
In particolare, l’oro ha ora fatto nuovi massimi ed ha rotto
importanti resistenze.
Il metallo giallo sta attirando l’attenzione di molti. Per la prima
volta nella sua storia ha superato il prezzo del platino, che pure
sta andando piuttosto bene.
In questo momento, ci sono persino diverse voci che rilanciano per
un nuovo gold standard, visto che molti si sono accorti che le “fiat
valute” sono troppo instabili e possono essere “prodotte”, quindi
inflazionate, con estrema facilita’.
L’oro, invece, essendo una riserva di valore “fisica”, non ha questo
problema. Molti governi e banche centrali di paesi piccoli e grandi
stanno aumentando l’importazione di oro per diversificare ulteriormente
le loro riserve.
Il portafoglio del nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento
e’ da sempre molto investito in oro e suggerisco a tutti di tenere una
buona allocazione su questo metallo anche per i prossimi mesi.
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Due banche centrali, due risposte diverse
La BCE ha iniziato ad alzare i tassi alcune settimane fa. L’aumento
dell’inflazione, misurata dagli indici ufficiali, sta iniziando a spaventare
gli esponenti della BCE, che con questo rialzo dei tassi cercano di dare al
mercato il segnale che una crescita troppo sostenuta dei prezzi non
sarà tollerata.
Per contro, negli USA i prezzi stanno aumentando piu’ o meno come in
Europa, ma sembra che la FED, al momento, non sia intenzionata ad
alzare i tassi.
In linea generale, Europa ed USA sono economicamente più o meno
in situazioni simili. Cambiano un po’ i numeri, ma la sostanza è la stessa.
L’economia ha iniziato a riprendersi e mostri segni di crescita abbastanza
buoni, ma questo a discapito dei bilanci pubblici che mostrano deficit
spesso rilevanti e debiti pubblici in aumento. Entrambe le banche centrali
hanno aumentato notevolmente la massa monetaria.
Poi, come dicevo, ci sono varie sfumature, anche abbastanza importanti, che
sono differenti. Ma la sostanza è abbastanza simile.
Come mai di fronte ad una situazione economica simile le risposte delle due
Banche Centrali sono state diverse?
A mio avviso, e anche secondo alcuni analisti, le Banche Centrali agiscono
per evitare il ripetersi dei loro maggiori errori e fallimenti. Infatti, le Banche
Centrali, manipolando a loro piacimento le masse monetarie, hanno spesso
commesso errori che hanno avuto notevoli ripercussioni sull’economia dei
rispettivi paesi.
Quali sono stati i maggiori errori di FED e BCE?
Per quanto riguarda la FED, il suo maggiore fallimento fu la Grande Depressione.
Tra la fine del 1929 e i primi anni ’30, una grande crisi economica si abbatté
sull’America e su altri paesi anche europei, ma sicuramente fu negli USA a colpire
maggiormente. I risultati della Depressione furono milioni di disoccupati,
contrazione del PIL, fallimenti a catena di banche e aziende e, soprattutto, deflazione.
Uno dei pochi casi della storia dove ci fu una vera e propria contrazione dei prezzi.
Le motivazioni della Grande Depressione sono varie e diverse scuole economiche
(keynesiani, austriaci, monetaristi) hanno dato chiavi di interpretazione diverse. Tuttavia,
la posizione monetarista è molto “pesante” negli USA e secondo tale posizione la
Grande Depressione si materializzò perché la FED non aumentò adeguatamente la
massa monetaria al fine di bilanciare la distruzione della medesima a seguito dei
fallimenti bancari.
Risultato è che negli USA la FED presta particolare attenzione al fatto che gli
aggregati monetari crescano adeguatamente, in modo da evitare il ripetersi di un
evento simile alla Grande Depressione. Per la FED, la deflazione va evitata usando
ogni strumento possibile.
In Europa, la BCE è essenzialmente erede della Banca Centrale di Germania,
la Bundesbank. L’errore maggiore della Bundesbank nella sua storia fu l’iperinflazione
nella Germania di Weimar, che secondo molti provocò poi il caos e le problematiche
che favorirono l’ascesa del nazismo.
In ogni caso, l’errore da evitare per la BCE è l’iperinflazione. In Europa, nonostante
le varie crisi economiche, probabilmente non si è mai vissuta un’esperienza come la Grande
Depressione, quindi non c’è grande consapevolezza circa gli effetti di una forte deflazione.
Invece, c’è grande consapevolezza di cosa può portare un aumento eccessivo degli
aggregati monetari e gli effetti sui prezzi. E’ ovvio, quindi, che dopo il forte aumento
della massa monetaria degli ultimi anni, messa in atto per fronteggiare la crisi
economica del 2008/2009 prima e la crisi dei PIIGS del 2010 poi, queste prime
avvisaglie di aumento dei prezzi iniziano a spaventare.
Conclusioni
A mio avviso, combinando quanto detto sopra, il risultato potrebbe essere che
nei prossimi mesi gli asset americani (indici azionari) ed anche i metalli preziosi espressi
in dollari, potrebbero continuare a muoversi verso l’alto, facendo anche meglio, dal
punto di vista nominale, degli indici europei. Il dollaro, tuttavia, potrebbe essere debole
ancora per diverso tempo, salvo che i problemi dei PIIGS tornino a mettere paura.
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Perche’ oro e argento continuano a salire?
Sono state date diverse motivazioni, molte delle quali corrette.
Tra queste, recentemente una serie di motivi a mio avviso molto corretti
li ha forniti la Bank of Japan, parlando dell’aumento del prezzo delle commodity.
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