L’inflazione in crescita è una grande opportunità di investimento - EF Report 235

L’inflazione è in crescita in Italia e nell’area euro. Le ultime
rilevazioni dell’ISTAT stimano un’inflazione al 2,90%, mentre
in area Euro siamo poco sopra, circa al 3%.

Ovviamente, come saprete se leggete questo blog da tempo,
io ritengo che in realtà l’inflazione sia ben più alta. Ora l’ISTAT
dichiara che inizierà ad elaborare un paniere dei beni a
consumo più frequente. Questo paniere segnalerebbe un’inflazione
al 4,80%. A mio avviso, comunque, siamo a livelli persino
superiori a questo 4,80%. Leggi il resto

L’oro durante la recessione - EF Report 233

L’oro è stato uno dei migliori investimenti degli ultimi
anni. Perché? Se leggete questo blog da un po’ di tempo,
dovreste saperlo: l’oro è una delle migliori assicurazioni
contro la cattiva gestione del denaro da parte delle banche
centrali.

Nel tentativo di evitare una vera depressione dopo la
crisi della tecnologia ad inizio 2000 e dopo l’11 settembre,
Greenspan creò un’espansione monetaria senza precedenti.

Fu la punta dell’iceberg di un aumento dell’espansione monetaria
che durava senza sosta da decenni, con l’unica eccezione quella
del periodo che vide Volker governatore della FED, il quale mandò
i tassi al 20% nel tentativo, poi riuscito, di combattere la grande
inflazione degli anni ‘70. Leggi il resto

Una crisi diversa dalle altre - EF Report 232

Nel corso della storia recente, abbiamo avuto diverse crisi
sistemiche.

Possiamo ricordare la crisi asiatica del 1997, il fallimento del
fondo LTCM sempre sul finire degli anni ‘90 e poi il rischio
default della Russia, quello poi avvenuto dell’Argentina e poi la crisi
più importante degli ultimi anni, quella del crollo delle Borse legate
allo scoppio della bolla tecnologica e degli eventi dell’11 settembre.

Ma questa crisi che stiamo vivendo oggi è senza dubbio più
grave e soprattutto diversa. Leggi il resto

Un investimento tranquillo e sicuro in questo momento di incertezza - EF Report 230

Negli ultimi mesi, abbiamo parlato molto di mercati azionari e
questo per un motivo ben preciso: raramente la situazione dei
mercati è stata incerta come in questo momento e poi i robusti cali
di inizio gennaio hanno dato un’intonazione negativa ai principali
indici azionari.

Di conseguenza, è stato particolarmente importante cercare di
capire i mercati per potersi difendere. E continuerà ad essere importante.

Nello stesso arco di tempo, però, c’è stato un investimento che è
stato particolarmente positivo, poco volatile e ha dato sicurezza a coloro
che hanno allocato una quota del loro capitale in questo investimento. Leggi il resto

Quanto è grave questa crisi? - EF Report 227

Quanto è grave la crisi che si sta sviluppando?

La mia risposta a questa domanda è: molto.

Per chi legge il blog da un po’ di tempo sa che la mia visione
è che questa crisi derivi in primo luogo dalle banche centrali,
che nel corso degli anni hanno aumentato la liquidità nel
sistema praticamente senza freno.

La cosa è stata poi accentuata nel corso degli ultimi anni.

Per fronteggiare lo sgonfiamento della bolla internet
e per reagire ai cali dei mercati dopo l’11 settembre,
Greenspan mandò i tassi fino all’1%, alimentando
una nuova bolla, quella immobiliare.

Inoltre, tassi bassi e liquidità abbondante hanno anche
incrementato l’impiego della leva finanziaria, incorporata
spesso in strumenti derivati. Leggi il resto

500 miliardi di $ non risolveranno i problemi - EF Report 218.

Nei giorni scorsi, la BCE ha immesso sul mercato 500 miliardi di $
(350 mld di €) di fondi, con l’obiettivo di normalizzare il sistema
finanziario/creditizio.

Nei giorni scorsi, ma la cosa va avanti da alcune settimane, i tassi
Euribor avevano visto una vera e propria impennata, con alcune
scadenze mensili che toccavano un livello vicino al 5%. Un punto
in più rispetto al tasso BCE e persino molto più rispetto al
rendimento di titoli obbligazionari a lunga scadenza. Leggi il resto

Bernanke ha deluso i mercati azionari - EF Report 215

La FED ha deciso per un taglio dei tassi dello 0,25%. Un taglio,
certo, ma non al livello atteso da Wall Street.

Wall Street avrebbe desiderato un’azione più “coraggiosa” da parte
di Bernanke, per sostenere una crescita economica che sta rallentando
a causa delle tensioni sul credito e sull’immobiliare.

Ma soprattutto, gli operatori avrebbero voluto un taglio anche sul
tasso di sconto, il tasso di riferimento del mercato interbancario, proprio
per venire incontro agli istituti finanziari in difficoltà nel reperire liquidità
a prezzi accettabili. Ricordate quanto scrivevo in passato: questa non
è tanto una crisi di liquidità, quanto una crisi di fiducia. Leggi il resto

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