Banche Centrali

Nuovo accordo fiscale in Europa

Al vertice dei paesi UE, è stato raggiunto l’accordo su un
nuovo trattato fiscale che fissa nuovi limiti sui deficit
pubblici.

Da quanto è emerso, sembra che le nuove regole prevederanno
un disavanzo primario che, massimo, potrà essere lo 0,5% del PIL
ed un disavanzo complessivo massimo al 3% del PIL.

Per chi “sforerà”, dovrebbero scattare delle sanzioni semi-automatiche.

I dettagli più precisi dovrebbero comunque arrivare nelle prossime
ore.

Può funzionare questo accordo?

Vedremo.

Tendenzialmente, limiti rigorosi di bilancio esistono da sempre
in Europa, ma a trasgredirli furono, ad inizio anni 2000, proprio
i tedeschi (insieme ai francesi).

Questa volta sarà diverso? E, comunque, se anzichè i tedeschi, a
trasgredire fossero i portoghesi o gli italiani, come si riuscirà
a sanzionare un paese che già di suo è in difficoltà? Quali saranno
le ripercussioni e gli effetti?

Dal punto di vista fiscale, la situazione europea non è molto peggiore
rispetto a quella degli USA o del Giappone. Anzi, sotto molti aspetti
è addirittura migliore.

Il problema dell’area euro è essenzialmente monetario.

Ed è su questo fronte, a mio avviso, che si giocherà il futuro della
moneta unica.

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FED: tassi bassi fino al 2014!

Oggi la FED ha dichiarato che i tassi probabilmente
resteranno ai minimi ancora per diverso tempo. I rialzi
non sono attesi prima del 2014.

Riportando le parole della FED, “A meno che non ci siano
immediati segnali di forte ripresa dell’economia, non
c’è motivo di procedere a rialzi dei tassi, dato che
l’inflazione resta bassa. Ovviamente, dovessero cambiare
le condizioni, abbiamo tutta la flessibilità necessaria
per modificare i nostri programmi”.

Insomma, la FED non vede motivo di rialzare i tassi.

Del resto, con la disoccupazione ancora elevata e
l’inflazione che per ora non sembra un grosso problema,
non c’è alcun motivo per un rialzo.

Inoltre, in molti analisti c’è anche l’idea che potrebbero
essere intraprese anche ulteriori programmi di politica
monetaria espansiva, come ad esempio un ulteriore piano di
acquisto bond.

In altri termini, la FED continua il suo piano di espansione
di liquiditaa’, anche (soprattutto?) al fine di tenere bassi
i rendimenti dei titoli di stato.

Anche l’Europa, tramite la BCE, seguirà questa strada?

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Previsioni per il 2012: Ed Harrison di Credit Writedowns

Concludiamo oggi la breve serie di previsioni da
vari analisti e strategist con Ed Harrison di Credit
Writedowns.

1 – Romney vincerà la corsa elettorale USA

2 – La Cina vedrà la sua crescita ridursi notevolmente
(hard landing)

3 – L’India seguirà la Cina e forse la sua crescita si
ridurrà ancora di più.

4 – L’equity europeo sovraperformerà quello mondiale

5 – La crescita USA sarà sotto il 3%

6 – Il PIL tedesco rallenterà notevolmente

7 – L’oro avrà il suo primo anno negativo dopo molto tempo

8 – Il real estate australiano concluderà la sua crescita/bolla

9 – La Grecia dovrà fare nuovi haircut sul debito

10 – La BCE sarà più aggressiva nella sua politica monetaria

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Previsioni per il 2012: Bob Doll di BlackRock

Dopo aver visto le previsioni di Blackstone per il 2012,
passiamo oggi a vedere cosa si aspettano in un’altra
grande “money management firm”, cioè BlackRock (la più
grande al mondo).

Lo facciamo guardando le opinioni del suo Chief Equity
Strategist Bob Doll, che ci presenta le sue 10 previsioni
per il 2012.

1 – La crisi del debito europea inizierà ad essere meno
incisiva, sebbeno molto probabilmente l’Europa andrà in recessione.

2 – I dividendi e i buy back azionari raggiungeranno livelli record.

3 – Le azioni USA sovraperformeranno ancora quelle delle altre aree

4 – Healthcare ed energetici saranno tra i migliori settori, mentre
le utilities e i finanziari saranno tra i peggiori

5 – Gli utili delle aziende USA cresceranno leggermente, ma non
riusciranno a centrare le stime

6 – Nonostante questo, l’azionario USA dovrebbe sperimentare una
crescita a doppia cifra, grazie ad un leggero incremento dei multipli

7 – Cina ed India contribuiranno per metà della crescita mondiale,
anche se rallenteranno un po’.

8 – I Repubblicani batteranno Obama.

9 – I rendimenti sul Treasury Bond cresceranno leggermente.

10 – L’economia USA dovrebbe comportarsi decentemente, evitando la
recessione.

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Quale evoluzione per l’attuale sistema monetario?

Qualche giorno fa ho parlato dell’intervento della BCE e di
come essa sia riuscita a tamponare un po’ la situazione,
ma con i problemi che comunque restavano.

Ho concluso il post scrivendo:

“Una situazione, questa, che non ha facile soluzione se non
o il cambio dell’attuale sistema, o una forte iniezione di “droga
monetaria” che non solo compensi le perdite delle banche sui
titoli sovrani, ma che faccia arrivare loro la liquidità necessaria
per iniziare a concedere di nuovo credito”.

Premesso che la semplice droga monetaria sarebbe solo qualcosa
di temporaneo se tutto resta come ora, cerchiamo di capire meglio
come potrebbe evolvere l’attuale sistema.

A mio avviso, su questo fronte, due sono le opzioni.

La prima è quella di un sistema monetario sano ed onesto, senza
inflazione monetaria, con una base “reale” a copertura della moneta
emessa. La base reale probabilmente sarebbe oro e/o argento.

Ma è un punto di arrivo che richiede di percorrere una strada molto
tortuosa e comunque per rendere sostenibile il debito pregresso
dovrebbe avere un’immediata svalutazione.

Un’altra via è quella dell’emissione monetaria bypassando, seppur
indirettamente, il debito, cioè senza l’onere degli interessi sul
debito.

In parte, è la scelta intrapresa da Giappone ed USA, che pur
continuando ad usare il debito per l’emissione monetaria, grazie
all’intervento delle loro Banche Centrali di fatto pagano interessi
bassissimi (sul breve sotto l’1%, in alcuni casi vicini allo 0%)
e, quindi, di fatto è come se emettessero moneta senza l’onere degli
interessi.

Se non abbiamo un cambio radicale del sistema attuale, con una evoluzione
verso una moneta a copertura reale, è probabile che questa seconda
opzione sia l’unica via.

Sicuramente, di questo argomento parleremo molto nel corso del 2012.

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Mobius sulla crisi europea

Mark Mobius è uno dei più importanti gestori al
mondo, oltre che uno di quelli di maggior successo.

Mobius è direttore esecutivo del Templeton Emerging Markets
Group, un insieme di fondi di investimento incentrati sui
mercati emergenti.

Il motivo per cui oggi vi parlo di Mobius è che questo
gestore ha recentemente affermato che la crisi europea
sarà definitivamente superata entro giugno.

Infatti, Mobius ritiene un’ottima mossa l’iniezione di liquidità
che la BCE ha recentemente effettuato a favore del sistema
bancario europeo. La più grande iniezione della sua storia.

Una mossa che dovrebbe permettere di alleviare non poco le
tensioni che ci sono sul mercato dei bond governativi e,
a poco a poco, dovrebbe consentire di risolvere definitivamente
queste tensioni.

Il tutto da qui a giugno.

Mobius non è uno che parla a caso e sicuramente le sue parole
sono di incoraggiamento. In ogni caso, la crisi europea resta
ancora grave e problematica, per cui nonostante tutto non è
certo il caso di abbassare la guardia.

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L’intervento della BCE

La scorsa settimana è stata particolarmente importante,
perchè ha vist l’intervento della BCE a sostegno del
sistama bancario europeo.

Tecnicamente, l’intervento si è presentato nel modo seguente.

La BCE ha fornito finanziamenti illimitati per la durata di
3 anni ed al tasso dell’1% alle banche richiedenti.

Queste, in cambio, dovevano mettere dei titoli a garanzia.

Le banche italiane hanno creato direttamente “in casa” i
titoli da mettere a garanzia sfruttando il recente
“Decreto Salva Italia”, il quale, per permettere questa
operazione, ha fornito la propria garanzia governativa
sui titoli emessi dalle banche. A questo punto, le banche
hanno usato i titoli garantiti per ottenere i finanziamenti
delle BCE.

Per capire la dimensione dell’operazione, le richieste sono
state complessivamente pari a 490 miliardi di euro e questo
è anche solo il primo degli interventi previsti, dato che
un’operazione simile è già in calendario per la fine di
febbraio.

Quello che è chiaro è che la BCE ha ora intrapreso la stessa
strada della FED per risolvere l’attuale crisi. La strada
dell’espansione monetaria.

Una strada che, se si vuole preservare l’attuale sistema, è
forse attualmente l’unica. Anzi, data la crisi in corso e la
sua entità, le dimensioni dell’intervento sono forse ancora
troppo piccole e bisognerebbe espandere di più la liquidità.

Infatti, è ormai chiaro che questa crisi è una crisi
prevalentemente bancaria prima ancora che economica
e/o industriale. Nel nostro sistema di moneta “fiat”, il credito
è essenziale per alimentare l’attività economica ed il
continuo aumento della “droga” negli ultimi decenni rende ancora
più importante l’espansione.

Di fatto, oggi non solo il sistema economico va in enorme
difficoltà in caso di distruzione di massa monetaria (in
senso ampio, quindi compreso il credito), ma si trova spiazzato
anche in caso di massa stabile o che cresce in modo insufficiente.

E, almeno in Europa, la massa monetaria si sta riducendo. Inoltre,
all’interno dell’area non tutti i paesi sono uguali.

Con la caduta dei titoli sovrani dei paesi PIIGS, sostanzialmente
in questi paesi la massa monetaria si sta distruggendo, con tutte
le conseguenze che stiamo vedendo. L’Italia è un caso emblematico.

Da noi la massa monetaria sta subendo un continuo calo da diversi
mesi, a causa delle sempre maggiori insolvenze, delle perdite sui
titoli di stato che subiscono le banche quando si trovano a dover
liquidare i propri titoli di stato e per il fatto che queste non
stanno praticamente più concedendo credito.

Una situazione, questa, che non ha facile soluzione se non
o il cambio dell’attuale sistema, o una forte iniezione di “droga
monetaria” che non solo compensi le perdite delle banche sui
titoli sovrani, ma che faccia arrivare loro la liquidità necessaria
per iniziare a concedere di nuovo credito.

In un prossimo post vedremo meglio queste due soluzioni.

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