Buone e cattive notizie
Sicuramente negli ultimi tempi non sono mancate le notizie
negative.
Le difficolta’ dei paesi europei, le crisi in Medio Oriente e, ovviamente,
il terremoto veramente devastante in Giappone e il conseguente pericolo
nucleare.
E se tutto questo non fosse bastato, sono anche arrivati gli attacchi
alla Libia ed il conseguente notevole aumento del prezzo del greggio.
I piu’, sicuramente, hanno percezione di una situazione generale
tutt’altro che rosea. E per certi versi e’ cosi’.
Comunque, a fronte di queste notizie negative e’ importante non perdere
di vista quelle positive. Che spesso passano inosservate, ma ce ne sono
diverse.
Qualche esempio:
Disoccupazione USA: le richieste dei sussidi di disoccupazione, in febbraio,
sono scese di 20.000 unita’ e sono al minimo da due anni e mezzo. I datori di
lavoro, in febbraio, hanno aggiunto 192.000 nuovi posti di lavoro. Se non
altro, un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi mesi.
Profitti: i profitti societari, sempre negli USA, sono al 9% del PIL, mentre
la media storica e’ del 6%. Se da un lato questo può essere negativo perche’
potrebbe esserci un ritorno nella media, questi buoni profitti hanno consentito
a molte aziende di migliorare molto il loro stato patrimoniale e la loro struttura
finanziaria.
Produzione manifatturiera: negli USA, nell’ultimo rapporto sull’attivita’
manifatturiera, quest’ultima e’ cresciuta per il diciannovesimo mese
consecutivo.
Valutazioni Borsa: nonostante il raddoppio dell’indice S&P500 da marzo
2009 ad oggi, il P/E sulla base degli utili attesi per il 2011 e’ intorno a 13,6,
inferiore alla media storica, che e’ intorno a 15.
Tassi di interesse: i tassi di interesse, nonostante la salita degli ultimi mesi,
restano a livelli bassi e questo aiuta ulteriormente i profitti societari. Anche
se dovesse verificarsi una salita, c’e’ ancora molto spazio prima che diventino
pericolosi.
Le notizie negative hanno avuto ampio risalto dai media, ma non bisogna
dimenticare nemmeno questi aspetti positivi che potrebbero sorreggere le
Borse ancora per diverso tempo.
Un segnale incoraggiante e’ il fatto che, nonostante queste “sciagure”
delle ultime settimane, gli indici piu’ importanti non hanno corretto oltre il
10% e nelle ultime giornate sono tornati a salire con costanza, recuperando
buona parte delle perdite.
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