La FED continuerà ad abbassare i tassi? - EF Report 170

Posted on Ottobre 2, 2007 
Filed Under Crisi Subprime, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni

Nell’edizione di ieri ho presentato un’utile risorsa per cercare
di comprendere i movimenti futuri della FED. Tra le righe,
ho scritto anche che personalmente non credo che altri
ribassi siano probabili, salvo altri grandi scossoni.

Oggi vedremo perché questa è la mia opinione.

Un intervento di stabilizzazione.

La decisione di Bernanke di tagliare i tassi addirittura di mezzo
punto è dovuta soprattutto ai grossi problemi che la crisi del
credito ha generato.

Con le banche che non riuscivano più a collocare le loro
“commercial paper”, gli Hedge Fund che non riuscivano
a liquidare i loro investimenti legati in qualche modo ai
subprime fino ai grossi problemi delle imprese di costruzione
americane, era ed è chiaro che il mercato creditizio non
stava più funzionando.

Bernanke ha così voluto lanciare un messaggio ai mercati
riducendo il costo del denaro.

Sicuramente questa è stata una mossa perfetta per tempismo ed
efficacia, almeno dal punto di vista di un banchiere centrale e
degli operatori che vogliono veder continuare un rialzo che
ormai è sempre più artificiale (ma un rialzo artificiale può
durare anche molto a lungo).

Personalmente non credo che questa decisione risolverà i
problemi strutturali.

Se il problema è stato l’eccesso di liquidità, come può essere
curato da un provvedimento che rende più economica la sua
espansione.

Inoltre, è opportuno che i mercati inizino di nuovo
a prezzare adeguatamente il rischio.
Chi fa cattivi prestiti
deve fallire quando i nodi vengono al pettine e chi investe in
asset rischiosi deve anche subire delle perdite quando sbaglia,
a fronte degli elevati potenziali guadagni.

Bernanke ha dato un messaggio che è stato interpretato
dagli operatori come la “Bernanke Option”. Cioè, se
i mercati soffriranno di nuovo, ci sarà sempre il governatore
della FED pronto a dare una mano.

Non so se questo era il preciso obiettivo di Bernanke, ma
se è riuscito a mettere questa idea nelle teste degli operatori,
non necessariamente farà seguire i fatti a meno che non
si verifichino nuovi sconvolgimenti.

In altri termini, la sua manovra potrebbe essere una “una tantum
proprio per dare un messaggio ai mercati.

Non dimentichiamo che dal suo insediamento, Bernanke ha
sempre voluto combattere l’inflazione, anche quando
essa non era un problema.

Ha tenuto duro per oltre un anno sui tassi (alzandoli anche di un
quarto di punto), ha stabilizzato gli aggregati monetari, che
ora non crescono eccessivamente in confronto a quelli
degli altri paesi e in confronto al recente passato, quando
alla FED c’era Alan Greenspan.

Ora l’inflazione è un problema? Credo di sì.

Il petrolio oltre gli 80$, la crescita molto forte dei prezzi agricoli
e l’oro stabilmente oltre i 700$ sono un chiaro segno che
c’è inflazione, indipendentemente da quello che dicono i
numeri e le statistiche sia americane che europee.

E il dollaro in caduta libera può infiammare ulteriormente i prezzi.

Perché quindi Bernanke dovrebbe continuare a tagliare i tassi
proprio ora che c’è chiaramente inflazione?

Per questo credo che per ora i tassi americani non si muoveranno.

Il tutto, come già detto più volte, in assenza di particolari
sconvolgimenti.

Perché questo mese e il prossimo inizieranno ad uscire le trimestrali
che contengono la parte dell’esercizio che si chiude a settembre.

Nei bilanci degli istituti finanziari faranno la loro comparsa le perdite
derivanti dalla crisi attuale.

Se esse saranno gravi ed avranno grossi impatti sugli utili,
il rapporto P/E del settore bancario aumenterà notevolmente,
con ripercussioni sugli indici generali ancora da stimare, ma di
certo non secondari.

Questo, insieme ad eventuali dati negativi sull’economia USA
potrebbero portare la FED ad ulteriori ribassi dei tassi. Ma sono
cose ancora tutte da verificare e soprattutto non immediate.

Per questo, mentre il mercato sembra già prospettare ulteriori
ribassi entro breve, io non pianificherei decisioni di investimento
su questa speculazione.

Perché un altro taglio a breve potrebbe anche non esserci, soprattutto
se Bernanke vorrà mantenere un po’ di credibilità. Sua e della
FED.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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Comments

4 Responses to “La FED continuerà ad abbassare i tassi? - EF Report 170”

  1. Serpico on Ottobre 3rd, 2007 09:17

    Non sono d’accordo, mezzo punto percentuale non è sufficente a rimettere le cose a posto.

  2. Roberto on Ottobre 3rd, 2007 10:32

    Infatti non basterà a risolvere la situazione reale, come scritto:

    “Personalmente non credo che questa decisione risolverà i problemi strutturali.”

    Dal punto di vista psicologico però ha avuto per il momento l’impatto che Bernanke voleva.

  3. Serpico on Ottobre 10th, 2007 11:10

    Sì infatti, prof. Roberto.
    Chiaro già alla prima lettura del tuo report.
    Quello che volevo esprimere, dal mio umile punto di vista, era semplicemente che al prossimo FOMC ci sarà un’altra sforbiciata di un quarto di punto.

    Inoltre c’è anche un fattore politico da ponderare: il prossimo anno ci sono le presidenziali e la già malconcia compagine repubblicana non può permettersi neanche un trimestre di recessione. In quanto all’indipendenza di Mr Ben da ingerenze politiche un velo pietoso…

  4. Roberto on Ottobre 10th, 2007 12:17

    Beh, la sforbiciata potrebbe non essere così scontata, almeno non subito, soprattutto se i mercati continueranno su questa scia (positiva) e non ci saranno dati negativi sul fronte economico.

    P.S.: prof. è un titolo eccessivo :)

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