|
----------------------------------------------------------------- Educazione
Finanziaria - Lettera Settimanale Edizione #72 del 17 Marzo
2006 -----------------------------------------------------------------
In questo messaggio:
- Un dato non più pubblicato
- E' l'inflazione un vero problema?
- Il futuro del sistema monetario e cosa comporta per i nostri
investimenti.
#72 - Un dato non più
pubblicato.
Caro investitore,
chi segue maggiormente i mercati finanziari sa
che tra breve la Federal Riserve smetterà di pubblicare i dati relativi
all'aggregato monetario M3. Tale aggregato è composto dal circolante,
fondi di mercato monetario, depositi a breve termini e depositi monetari
degli operatori istituzionali e depositi del paese all'estero. Esso è da
sempre stato particolarmente importante in quanto punto di riferimento per
valutare la politica monetaria americana e, di conseguenza, per
comprendere il ciclo mondiale.
Perché questo dato non sarà più pubblicato non
ci è dato saperlo, comunque è evidente che l'inflazione (reale)
sta diventando un chiaro problema.
L'aggregato M3 è cresciuto ad un ritmo a doppia
cifra durante gli anni '70, si è poi contratto durante gli '80 per
riprendere a crescere durante l'amministrazione Clinton (e le presidenza
di Greenspan). Dal 2000, il tasso di crescita si è prima ridotto durante
il crollo dei mercati azionari, per poi crescere in maniera robusta negli
ultimi due anni.
Da questa cronologia sono evidenti alcune cose:
quando l'M3 si espande i tassi scendono e gli assets reali crescono (anni
'70 e post-2000). Gli anni '90 hanno visto gli assets reali ristagnare
nonostante l'espansione monetaria, a causa della dissoluzione del blocco
sovietico, di una certa "distensione" e la conseguente crescita della
produzione globale (anche di energia e materie prime).
Le azioni generalmente traggono vantaggio da
una politica "accomodante" e reagiscono negativamente quando è atteso un
cambio di rotta (fine anni '70 e fine degli anni '90).
E il futuro?
Se la FED volesse restringere l'offerta di
moneta per "combattere" il rischio inflazione non avrebbe motivo di
"occultare" il dato M3. Una possibile spiegazione del contrario è che
nonostante una politica restrittiva "di facciata" realizzata tramite
l'aumento dei tassi a breve essa continuerà ad accrescere a ritmo
sostenuto l'aggregato M3. Questo provocherebbe l'aggravarsi del rischio
inflazione.
La FED può permettersi una stagnazione del
mercato azionario (generato dall'aumento dei tassi a breve) e persino una
recessione che la curva invertita genererà con buona probabilità, ma non
può permettersi la perdita di fiducia nel dollaro che un progressivo
aumento noto a tutti della massa monetaria può provocare. L'obiettivo è
piuttosto quello di evitare la deflazione e la "soft-depression" stile
Giappone, che potrebbe innescarsi nel caso una vera contrazione monetaria
dovesse aver luogo (cosa che comunque non avverrà).
L'aumento dei tassi a breve mantiene buona la
fiducia nella valuta americana e nella capacità degli USA di fronteggiare
l'inflazione, mentre l'aumento dell'M3 scongiurerà la deflazione. Da un
lato la FED deciderà quanta moneta "stampare" (molta per evitare la
deflazione) e cercherà anche di fissare la qualità di questa moneta (buon
potere d'acquisto, per evitare la sfiducia nella propria moneta).
Cosa significa?
Quello che ogni banca centrale non vuole
ammettere è che può decidere o la quantità dell'offerta di moneta
o la sua qualità. Non c'è modo di evitare questo perché ciò
deriva dalla legge "fisica" della domanda e dell'offerta.
Le persone presentano in ogni momento una certa
domanda di moneta. Più l'offerta cresce e più la "qualità" della
moneta si riduce. In una prima fase l'eccesso di offerta potrà essere
riversata in bond e azioni.
Ma ad un certo punto "l'uomo della strada" avrà
percezione che la carta che ha in mano, anche se è aumentata di quantità,
può comprare sempre meno cose e vorrà liberarsi il prima possibile della
moneta scambiandola con beni e servizi prima che essi aumentino
eccessivamente di prezzo. Questo finché il sistema non avrà perso
completamente fiducia nella moneta di carta.
Investimenti
Innanzitutto una premessa: al contrario di
molti pessimisti, non credo che si arriverà mai alla "sfiducia" nel
sistema monetario basato sulla "carta", almeno no nei prossimi 10 anni
(salvo guerre o shock particolari ed imprevedibili). Nell'eventualità, il
sistema correggerà.
Comunque, sapendo questo, possiamo dire che in
una prima fase il progressivo aumento della massa monetaria continuerà a
far apprezzare energia, materie prime ed assets reali. Persino
l'immobiliare, evidentemente sopravvalutato, andrà incontro ad una fase
stazionaria o di leggera discesa, non ad un crollo totale che la bolla
degli scorsi anni giustificherebbe. In questa prima fase, anche le
azioni potrebbero continuare a far bene e, comunque, difficilmente si
verificheranno crolli.
Quando la qualità della valuta americana
scenderà eccessivamente, probabilmente inizierà una progressiva
contrazione della massa monetaria. Se ci sarà una recessione questa
contrazione sarà più forte, a causa dei fallimenti bancari e industriali.
Le azioni scenderanno, le obbligazioni probabilmente seguiranno, gli
assets reali raggiungeranno il picco (per via della ricerca di
investimenti rifugio in fase di incertezza) e poi inizierà il declino.
A quel punto, "cash will be king". Fino ad
allora, oro, argento, petrolio, materie prime, energia are kings………..
Il tuo educatore. Roberto
* Una parola allo sponsor
*
Finalmente la globalizzazione
può essere un'opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti
stanno “deindustrializzando” Italia, Europa ed USA.
- L’aumento dei tassi della BCE renderanno più
costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua
bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti
settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei
sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo
profitto da questo trend.....
Continua a
leggere
- Per
ricevere questo articolo e i prossimi pubblicati settimanalmente
direttamente al tuo indirizzo e-mail, manda un messaggio vuoto a roberto@educazionefinanziaria.com.
- Per
farmi conoscere la tua opinione, invia un messaggio a roberto@educazionefinanziaria.com
oppure usa il link “contattami” sul menù di destra.
- Se pensi che
questo messaggio possa essere utile a qualcuno che conosci, fagli
conoscere questo sito.
- Se non vuoi più
ricevere i messaggi via e-mail, manda un messaggio vuoto a cancellazione@educazionefinanziaria.com.
|