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Una prospettiva di lunghissimo termine
Nel lunghissimo termine, i mercati azionari si
muovono in lunghi cicli che possiamo chiamare
“cicli secolari” della durata, approssimativa, di
circa 15 anni ciascuno.
Un grafico di questi cicli secolari puo’ essere
trovato qui.
Come vediamo, a cicli di bull market della durata
media di 15 anni circa, si susseguono poi consolidamenti
secolari della durata, sempre, di 15 anni in media.
Da un punto di vista secolare, abbiamo avuto un
solo Bear Market di lungo periodo, quello del ’29, quando
era necessario correggere gli eccessi degli anni
’20 ed essendo ancora in Gold Standard non c’era
la possibilità, poi, di inflazionare i valori nominali
delle azioni.
Tutte le altre correzioni sono sempre avvenute
all’interno di un normale ciclo di consolidamento
secolare.
E’ da notare che, dal punto di vista del ciclo a lungo
termine, il concetto di “Secular Bull Market” è diverso
dal concetto di Mercato Toro che usiamo abitualmente
anche qui o che leggiamo su stampa ed internet.
Ad esempio, il Mercato Toro iniziato nel 2003 è stato
sicuramente un Bull Market, ma dal punto di vista del
lunghissimo termine, in realtà, è stata una normale oscillazione
all’interno del consolidamento secolare. Così come una
normale oscillazione sono stati i Bear Market del 2000 e
quello più recente, per quanto grave e devastante sia
stato.
Due cose si notano dal grafico.
La prima è che i grandi Bull Market secolari partono
con livelli di P/E molto bassi, mentre i consolidamenti
secolari partono con P/E molto alti. Il consolidamento,
durando una quindicina di anni, lentamente riduce
il rapporto P/E fino a che, giunto a livelli molto bassi,
un nuovo Bull Market secolare puo’ iniziare.
Le oscillazioni che però si realizzano all’interno del
consolidamento non partono sempre da livelli di P/E
eccessivamente bassi. Ripeto, solo i grandi Bull
Market che durano più di 10-15 anni hanno bisogno
di un basso P/E. Le oscillazioni all’interno del
consolidamento secolare, che dal punto di vista
del medio periodo sono a tutti gli effetti dei
Mercati Toro della durata di uno o più anni, possono
tranquillamente partire da P/E molto alti.
Il secondo aspetto è che il sistema monetario di
riferimento è importante. Da quando le Banche
Centrali (e specialmente la FED) possono inflazionare
i valori nominali, non abbiamo più avuto un
Secular Bear Market. Se guardiamo agli anni ’70,
ad esempio, vediamo che i valori nominali sono
rimasti, pur con diverse oscillazioni, sostanzialmente
stazionari dall’inizio alla fine del decennio. Ma
con un’inflazione molto sostenuta (dal 6% ad oltre
il 10%), la perdita reale di valore non è stata
certo inferiore al ’29, quando addirittura avevamo
deflazione. Lo stesso vale dal 2000 ad oggi.
Conclusioni.
In questo momento ci troviamo nella parte
bassa del canale del consolidamento secolare,
quindi le posizioni LONG hanno sicuramente
più senso delle posizioni SHORT.
Ovviamente nulla puo’ escludere che andremo
incontro ad un nuovo Secular Bear Market
simile al ’29, ma questo vorrebbe dire un
cambiamento del sistema monetario attuale
e un periodo di deflazione. Se questo non
avverrà, l’inflazione nominale portata avanti
dalla FED e dalle altre Banche Centrali
finirà con il sostenere le quotazioni delle azioni.