Le anomalie del mercato obbligazionario
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad
un vero e proprio rally del mercato obbligazionario.
Il futures sul bund tedesco, che può essere
considerato un ottimo benchmark per il mercato
europeo dei titoli di stato a medio-lungo termine,
ha messo a segno un rally del 5% in meno di un
mese. Non male per un benchmark obbligazionario.
Attualmente, i titoli tedeschi decennali offrono
un rendimento poco oltre il 4,10%. Sappiamo anche
che in area euro ora l’inflazione è ben sopra questo
valore.
Generalmente, i titoli obbligazionari decennali
pagano un rendimento superiore a quello dell’inflazione
(almeno di quella statistica), in modo da offrire
agli investitori perlomeno la copertura contro l’erosione
del capitale e poi un extra-rendimento per compensare
il rischio e dare un margine di profitto.
Come mai, invece, in questo momento non sta
accadendo questa cosa? Come mai un mercato in
cui operano soggetti esperti come istituzionali,
banche centrali, governi, un mercato molto meno
“naive” di quello azionario, presenta questa situazione
anomala? Perché questi soggetti accettano un rendimento
inferiore, sostanzialmente, all’inflazione?
A mio avviso, i motivi sono due.
Il primo è che gli operatori vedono il mercato
azionario ancora rischioso e quindi piuttosto che
subire perdite corpose preferiscono aumentare
la quota di obbligazioni, accontentandosi magari
di rendimenti inferiori all’inflazione.
Il secondo, sicuramente più importante, e che
gli operatori si aspettano, per il futuro, un rallentamento
dell’inflazione stessa a causa del calo del prezzo
delle commodity e del rallentamento economico.
In altri termini, essi si aspettano che l’economia
freni e con essa l’inflazione.
Personalmente non so se questo si verificherà,
perché resta sempre l’incognita delle banche
centrali che continuano ad inflazionare espandendo
la massa monetaria, ma comunque in questo
momento il trend delle obbligazioni resta positivo.
All’interno del nostro servizio Trend e Strategie di Investimento,
da alcune settimane abbiamo inserito un ETF obbligazionario
e abbiamo strappato già un paio di punti percentuali. A
mio avviso, non è troppo tardi per guadagnare qualcosa
su un investimento, le obbligazioni, tradizionalmente
abbastanza stabile.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 100$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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Dubbi sulla sterlina e l’economia inglese
I dati macroeconomici in Inghilterra continuano a peggiorare
ed anche nel Ragno Unito, come in Europa, c’è stato
un trimestre negativo sulla crescita che lascia prevedere
la possibilità di recessione o comunque un sicuro
rallentamento. Le stime danno ora un 30% di possibilità
di recessione in UK.
Sulla scorta di queste notizie, la Bank of England
potrebbe decidere, in un futuro non molto lontano,
di tagliare i tassi, che attualmente sono ad un livello
maggiore rispetto agli USA e all’Europa.
Questo potrebbe mettere in ulteriore difficoltà
la sterlina contro l’euro e, soprattutto, contro il
dollaro, dove la FED potrebbe aver concluso il
suo ciclo di ribasso sui tassi e restare quindi
ferma se non, addirittura, iniziare ad alzarli nuovamente.
Per chi “gioca” con le valute, la sterlina potrebbe
essere un buon short quindi si tratta di una valuta
da tenere sotto controllo.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 100$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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Quanto può scendere lo S&P500?
Quanto possono scendere i mercati azionari?
Dal forum riservato del sito usemlab, leggo che
l’indice S&P500 ha registrato, in questo trimestre,
un reddito operativo per azione di 17,08$ per azione,
contro i 24,06 dello stesso trimestre dello scorso
anno. Su base annuale, abbiamo un valore degli
utili per azione poco sotto quota 70.
Ora, applicando a questo valore un multiplo degli
utili pari a 15, che è più o meno un livello storicamente
medio, ne troppo alto, ne troppo basso, quindi,
abbiamo un valore dell’indice vicino a 1050.
Confrontato con gli attuali 1270 punti circa, significa
una perdita di altri 17 punti percentuali. Questa perdita
potrebbe comunque essere smorzata in parte da multipli
un po’ più alti (soprattutto se i rendimenti obbligazionari
dovessero ridursi), in parte grazie alla ripresa dei
redditi dei finanziari nei prossimi trimestri. Infatti, il calo
degli utili dell’indice, è dovuto, in buona parte, al
calo di redditività dei bancari/finanziari. Senza di essi,
gli utili sarebbero leggermente aumentati (+3,20%
circa).
In ogni caso, il livello attuale dell’indice S&P500
è troppo alto, quindi c’è da aspettarsi un calo ulteriore
a mio avviso.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 100$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
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Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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E’ finito il rally? - EF Report 261
Sono ormai diverse settimane che non pubblico
all’interno della versione gratuita on line. Questo
è dovuto, oltre alle normali ferie dell’ultima settimana,
al fatto che da alcuni mesi, la sezione premium
contiene una pubblicazione quotidiana sui diversi
mercati e questo mi porta via molto tempo sia
nell’analisi e nello studio, sia nel confezionamento
della stessa. Questo, purtroppo, va a discapito
della sezione free.
Ora, di ritorno dalle ferie, è mia intenzione
tornare a maggiore regolarità anche nella sezione
free. Il proposito è quello di realizzare, oltre
ad un consueto articolo di dimensione medio-lunga
ogni settimana, anche alcune brevi edizioni e flash
con frequenza quotidiana o quasi. Magari anche
solo alcune righe. Naturalmente, questa non
è una promessa ma solo un’idea la cui praticabilità
è da sperimentare. Resta il fatto, che l’edizione
premium manterrà comunque le precedenza
nella realizzazione.
Passando ora ai mercati, ci eravamo lasciati
con alcune riflessioni su un possibile rally dei
mercati, con gli indici che dopo aver toccato
i minimi verso luglio sembravano proiettati
verso un rimbalzo. Leggi il resto
