Cosa ci aspetta per il futuro sui mercati? - EF Report 256

Con lo storno di venerdì, i mercati azionari
si avvicinano notevolmente ai minimi di gennaio
e marzo.

Gli indici europei, che possono essere riassunti e
sintetizzati dall’Eurostoxx50, sono ora praticamente
sui supporti di gennaio/marzo, quindi nel giro di
qualche settimana avremo il verdetto, e cioè se i
minimi terranno o se invece l’indice li romperà iniziando
un nuovo e deciso ribasso.

L’indice americano S&P500, invece, ha ancora un po’
spazio prima di raggiungere i minimi di gennaio/marzo.
Esso può ancora sopportare una perdita di
circa 3 punti percentuali prima di raggiungere i precedenti
minimi. Leggi il resto

Il mercato dei bond segnala inflazione - EF Report 255

Mentre inizio a scrivere questa edizione, è uscito
il dato sull’inflazione, che in area euro risulta ai
massimi degli ultimi 10 anni ed è inorno al 3,7%,
ben oltre quel 2% che è il livello obiettivo della
BCE.

Il mercato dei bond sta segnalando questo aumento
dell’inflazione da diverso tempo. Infatti, i titoli
obbligazionari, dopo essere stati uno dei migliori
investimenti nei primi mesi dell’anno, hanno iniziato
a cedere, a causa dell’aumento dei tassi.

Attualmente, il titolo decennale tedesco rende oltre
il 4,62%, mentre solo poco tempo fa il rendimento
era ben sotto il 4%. Una crescita molto superiore
a 0,5 punti percentuali in pocho tempo, per di più quando
i tassi sono così bassi, non è cosa da poco. Leggi il resto

Ancora paura sui mercati - EF Report 254

Venerdì è stata una giornata di vero panico
sui mercati. Con il petrolio a ridosso dei 140$
al barile e alcune notizie negative a livello macro,
i mercati azionari hanno stornato pesantemente,
perdendo ovunque tra il 2 e il 3%.

In seguito a questi cali, i mercati europei sono
tornati a ridosso dei minimi di marzo, mentre
gli indici USA sono ancora leggermente sopra,
anche se a mio avviso questa differenza è dovuta
alla debolezza del dollaro. Convertendo il nominale
da dollari ad euro, anche in America siamo vicini
ai minimi.

Ora abbiamo quindi di nuovo un po’ di paura
sui mercati e questo è testimoniato dal solito
indice VIX, che rimbalza di nuovo riportandosi
verso l’alto.

In questo momento, ancora una volta lo ribadisco,
è importante osservare bene la tenuta, da parte
degli indici americani, dei minimi di gennaio/marzo.

Quei livelli sono, in questo momento, la base da
osservare.

Se i minimi terranno e il mercato rimbalzerà, allora
questo significa che quel livello dei mercati corrisponde
ad una zona dove il mercato ha già scontato il peggio.
Inoltre, rimbalzando per la terza volta dopo gennaio
e marzo, il supporto diventerebbe ancora più forte.

Questo avrebbe importanti implicazioni.

La prima, a puro livello di investimento, è che la
discesa che abbiamo visto da ottobre a marzo è
solo una correzione (forte, violenta, pesante) del
mercato toro iniziato nel 2002 (che, volendo, era a
sua volta una ripresa del toro iniziato nei primi
anni ‘80). Se questo si verificherà allora questi
livelli minimi sarebbero anche un’ottima occasione
per accumulare azioni, una di quelle occasioni che
si verificano poche volte in diversi anni.

La seconda implicazione è che effettivamente
l’economia ha già visto il punto più basso e
il mercato ha già scontato tutto.

Se invece i minimi non terranno, allora dovremo
preoccuparci.

A livello di investimento, potrebbe significare
che il ribasso che abbiamo visto non è una
semplice correzione di un bull market, bensì
l’inizio di un mercato al ribasso di lunga durata.

Ma soprattutto, significherebbe che l’economia
deve ancora peggiorare. Che gli USA andranno
ufficialmente in recessione (ed anche pesante), che
l’Europa seguirà e che Asia ed altri emergenti
dovranno rallentare notevolmente. Inoltre, come
già scritto in passato, l’unica cosa che a marzo non
era presente e che il mercato potrebbe non avere
scontato è il problema inflattivo, che da marzo ad oggi
è ancora peggiorato.

La mia idea resta la medesima e cioè che il mercato
ai livelli di marzo ha già scontato il peggio e che
i minimi terranno. Ma non dobbiamo mai cercare di
anticipare il mercato. Dobbiamo sempre seguirlo.

Pertanto, se il mercato smentirà quanto detto, scendendo
ampiamente sotto i minimi di marzo, allora dovremo
essere preparati al peggio. Per ora, meglio non eccedere
negli investimenti azionari. Tenere da un 20% ad un 30%
del proprio portafoglio in azioni è bene, oltre, al momento,
è forse eccessivo, con l’eccezione per coloro che sono
impegnati in un piano di lento accumulo pluriennale, i
quali comprano ad intervalli regolari. Queste persone
debbono andare avanti col loro programma, indipendentemente
dal mercato.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…

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Warren Buffett parla di recessione, ma compra azioni - EF Report 253

Nelle scorse settimane, durante il suo tour europeo,
Warren Buffett, uno dei più grandi investitori di
tutti i tempi, ha dichiarato che a suo avviso gli
USA sono già in recessione e che essa potrebbe
essere molto più lunga e grave di quanto si pensi.

Queste cose le stiamo sentendo praticamente da
tutti i più importanti commentatori economici e
finanziari.

Nonostante questo, Buffett è in Europa non
per vacanza (o almeno non solo per quello), ma
per individuare alcune imprese familiari che
possono essere acquistate, che possono trovare
interessante avere come partner finanziario la
sua Berkshire. Leggi il resto